Un numero che vale il prezzo di copertina

“Ne abbiamo abbastanza di graphic designer che si lamentano perché l’industria musicale non offre più le occasione di lavoro di una volta”. Con questa dichiarazione d’intenti Patrick Burgoyne, direttore di Creative Review, apre il numero di Gennaio 2012 totalmente dedicato al music business. Per prima cosa, nessuna concessione alla nostalgia: che la Hipgnosis abbia prodotto alcune tra le più belle copertine di sempre, o che la cover di Horses di Patti Smith sia un celebre scatto di Robert Mapplethorpe, sono cose risapute e già spiegate, analizzate, descritte, mitizzate.

“The Music Issue” del celebre mensile dedicato al mondo della comunicazione visiva e della pubblicità vuole invece indagare quali sono le più interessanti tra le nuove proposte attualmente presenti sul mercato. E così troviamo Mark Sinclair che si occupa, in una lunga retrospettiva, della comunicazione di alcuni tra i più importanti nuovi festival musicali internazionali (laddove Glastonbury, per dire, è identificato col fango, All Tomorrow’s Parties viene identificato con le sue efficaci locandine). Oppure Jennifer Allan, online editor di The Wire, che analizza l’estetica grafica che ciascun genere musicale si è costruito nel tempo. O, ancora, quali sono le migliori etichette che puntano su un design grafico che sempre più spesso finisce per essere parte integrante del brand (e qui non si capisce come possano essere stati tralasciati alcuni tra gli esempi più eccellenti: la collaborazione tra Dinamo Studio e Die Schachtel, o il packaging lussuoso dell’Edition RZ).

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