Misero a chi?

Il migliore è Michele Serra, bisogna dargliene atto. Su La Repubblica (di non so quando, in verità: leggo altra roba, e mi perdoni Serra se metto il link a Dagospia) si scaglia contro Maurizio Belpietro e Alessandro Sallusti, direttori rispettivamente di Libero e Il Giornale, rei di non aver nemmeno fiatato davanti ai nomi di chi, a Milano, circola liberamente sulle corsie preferenziali dietro benestare del Comune. Ma come? – il ragionamento di Serra – proprio loro che non perdono occasione per prendersela con la casta, a questo giro stanno in silenzio?

Ovviamente Serra sa il fatto suo. E cioè che Belpietro e Sallusti figurano proprio tra coloro ai quali il comune concorda il suddetto permesso, dietro pagamento da rinnovarsi di anno in anno (non proprio un privilegio, a dirla tutta). E vabbé.

Se non fosse che a furia di farsi le pulci tra di loro, questi moralisti un tanto al chilo (anti-casta non saprei, ma moralista sì, o qualcuno mettere in dubbio l’appartenenza di Michele Serra alla categoria?) ogni tanto pestano un merdone. E quindi: tu denunci i privilegi ma ne godi, perciò io appena posso denuncio i tuoi, e gné gné gné. Fino a quando si scopre che per Serra, quello di usufruire delle corsie preferenziali, è sì un privilegio, ma «misero»:

Fortunatamente è accaduto che i due giornalisti più noti usufruttuari nel misero privilegio siano loro due, e dunque niente di cui sopra è stato scritto

Qualcuno deve avergli fatto notare che ne gode anche il giornale che più di tutti ha dato risalto alla notizia, che casualmente è lo stesso per cui scrive Serra: La Repubblica.

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