Agosto 26, 2012

Frenare la tentazione.

Non sono antipolitico. Non sono di quelli che s’indignano per la Casta, per la scorta alla Casta, per lo stipendio della Casta. Anche quando mi viene la tentazione, mi mordo la lingua. Penso, rifletto. E tutte le volte capisco che incazzarsi, prendersela scivolando nel qualunquismo, fare l’antisistema non solo non serve a nulla (il che è l’ovvietà maggiore), ma nella maggior parte dei casi non mette a fuoco nemmeno il problema. Spesso, infatti, incazzarsi per presunti torti altrui ci porta a tenere fuori dalla vista i piccoli torti nostri di tutti i giorni. Un po’ la vecchia questione della pagliuzza e della trave.

L’ultima volta che ho avuto la tentazione di incazzarmi — e forse la tentazione non m’è ancora passata del tutto — è stata questa mattina. Quando ho letto che il governo starebbe pensando ad una tassa da applicare alle bibite gassate. La motivazione ufficiale non sarebbe quella di fare cassa sul consumo di coca cola — sia mai — bensì educare ad una sana e corretta alimentazione, evidentemente compromessa da una gassosa ogni tanto (o ogni tantissimo, ma saranno pure cazzi nostri?!). L’intento nobile dell’azione da stato di polizia etico-salutista è quello di andare a finanziare il piano per le non autosufficienze. Come a dire: cari consumatori di zuccheri, oltre alla colpa sociale di essere grassi ve ne aggiungiamo una etica e se vi schierate contro la tassa è come se vi schieraste contro interventi sul piano sociale. E qui, credetemi, è davvero difficilissimo trattenersi; perché non è possibile anche solo pensare di finanziare interventi di indubbia importanza con tasse di dubbia etica.

Avevo già scritto, in passato, cosa penso di questo tipo di limitazioni alla libertà personale. Si comincia con la bibita gassata, poi si mazzola ancor di più il fumatore (leggete cosa hanno pensato nella modernissima Australia) e il passo successivo, finale, sarà quello di mandare a casa di ciascun contribuente (allo studio il modo per coinvolgere anche gli evasori) una versione del Kamasutra, con le posizioni consentite e che non gravano sul sistema sanitario nazionale.

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