Come ti cucino Napolitano.

Premessa. C’è stato un periodo in cui compravo quasi ogni settimana Panorama. Quel periodo è finito da un 2-3 anni, non saprei dire esattamente da quanto, ma sono sicuro che è finito. La conferma, infatti, l’ho avuta settimana scorsa. Mi trovavo con nulla da leggere in un piccolo aeroporto italiano dall’edicola poco fornita, e così ho agguantato una copia di Panorama post-restyling di qualche mese fa — “scommettiamo che ti piace?” recitava la campagna di lancio — per avere delle pagine da sfogliare durante il volo. Se avessi scommesso di no, avrei vinto tutto il bottino tanto l’ho trovato insipido e inutile. Fine della premessa.

Questa mattina il settimanale di punta della Mondadori è uscito con uno “scoop” (virgolette d’obbligo): ecco cosa diceva Napolitano nelle telefonate che sono state intercettate. Contenuto dello scoop: il nulla, se non l’insinuazione che Napolitano ha detto questo, o quest’altro, o quell’altro ancora su politici, ministri, ex magistrati, magistrati, ex presidenti del Consiglio e chi più ne ha più ne metta. La notizia, uscita come anticipazione nella giornata di ieri, è stata tra l’altro ripresa anche dal resto della stampa quotidiana: chi più (Libero e Il Giornale in testa) e chi meno, ma ovunque oggi si poteva leggere del contenuto di Panorama in edicola. Peccato solo che la notizia non esista. Non è pubblicata nessuna intercettazione, nessun contenuto di telefonate che dovevano essere secretate, niente di niente. Solo una serie di insinuazioni, allusioni e altre fantasticherie che hanno come unico scopo quello di aumentare il clima torbido (sì: bene ha fatto il Quirinale a parlare di “clima torbido”) nel quale si vuole immergere il Presidente Napolitano. Questo, però, lo scopo non dichiarato. Perché quello dichiarato è, se possibile, anche peggio.

Una mezzoretta fa apro Twitter e leggo un tweet di Giorgio Mulè, direttore di Panorama:

Ecco l’editoriale di #Panorama sulla vicenda delle intercettazioni Napolitano-Mancino

Mai, durante la giornata, mi era passato per l’anticamera del cervello di andare a leggere il contenuto di Panorama: mi bastavano le anticipazioni di cui ho detto sopra, dalle quali si evinceva perfettamente cosa (non) mi sarei perso. Però l’editoriale ero curioso di leggerlo. Clicco. E trasecolo. Vi si legge, infatti:

Panorama ha deciso di infrangere la grande muraglia dell’ipocrisia che circonda le telefonate tra Giorgio Napolitano e Nicola Mancino per un motivo semplice: è in atto il malcelato tentativo di delegittimare la figura del presidente della Repubblica e soprattutto l’istituzione che rappresenta attraverso uno snervante e pericolosissimo gioco venuto ormai chiaramente allo scoperto.

Equivale, quanto citato qui sopra, al contrario di quanto Panorama ha, a mio avviso, fatto. Per difendere la figura del Presidente della Repubblica dalla delegittimazione, infatti, l’ultima delle cose da fare è andare ad alimentare la caccia all’intercettazione; e se c’è gioco che finalmente è venuto allo scoperto, non può che essere quello di imbastire l’articolo di punta di un settimanale con un nulla di fatto. Con chiacchiere e stop. Al pari, si rassegnino gli amici di Panorama al paragone che sto per fare, del nulla col quale Il Fatto ha imbastito in questi mesi inchieste e campagne delegittimatorie contro Napolitano, prima con la trita e ritrita storiella della trattativa tra stato e mafia e poi con la voglia di sbattere in prima pagina le intercettazioni del Presidente della Repubblica. Il quale, da galantuomo qual è, si è rivolto alla Consulta per tutelare un diritto che non è suo in quanto Giorgio Napolitano, bensì in quanto cittadino italiano (art. 15 della Costituzione) prima ancora che come capo dello stato.

Davvero non riesco a capire la scelta di Panorama. Confermare le intercettazioni pubblicandole, oltre che illegale non è sicuramente l’idea che ho di buon giornalismo, ma sarebbe stata almeno una scelta a suo modo coraggiosa. Ma confermare le intercettazioni pubblicando presunte indiscrezioni che dicono che sì, nelle intercettazioni sta scritto proprio tutto ciò di cui si blatera da mesi sui giornaloni del giustizialismo e nelle loro redazioni, e per di più farlo per voler difendere Napolitano dalla campagna in atto contro di lui — ecco, questo contribuisce solo ad amplificare il caos. E la delegittimazione. Come il pompiere che denuncia l’incendio buttando benzina sul fuoco.

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