Chi è il più grottesco del reame?

Che la privacy delle persone debba essere inviolabile è fuori da ogni discussione. Da me, sull’argomento, non sentirete mai dire l’opposto. Però la questione delle foto di Kate Middleton in topless, con conseguente reazione della stampa inglese, sta assumendo contorni grotteschi.

Il fatto è noto: in vacanza col marito in Francia a casa di amici, la Middleton è stata paparazzata mentre su un terrazzo si levava il pezzo sopra del reggiseno, mostrando (inconsapevolmente) agli obiettivi parte delle sue grazie (reali). Le foto — e pare nemmeno tutte: solo quelle più innocenti — sono state pubblicate sulla rivista francese di gossip Closer e da oggi sono in edicola anche sull’ultimo numero dell’italiano Chi (che col la rivista francese ha in comune l’appartenenza al medesimo gruppo editoriale, orbita Mondadori). Apriti cielo. Reazioni indignate dalla stampa d’oltremanica, con anche la risibile accusa a Silvio Berlusconi: la Mondadori è in qualche modo affar tuo, c’avrai sicuramente messo tu lo zampino. A parte il fatto che se Berlusconi avesse realmente voglia di occuparsi di problemi, avrebbe ben altre questioni nelle quali intervenire; a parte questo, dico, e anche ragionando per assurdo sulle ragioni delle accuse inglesi, mancherebbero il movente e il mezzo: per quale motivo? e con quelle foto? Suvvia, siamo nel ridicolo.

Molti individuano il movente in una (freddissima, fuori tempo massimo) vendetta nei confronti degli inglesi, rei qualche anno fa di aver (realmente) violato la privacy quando pubblicarono le famose foto di Villa Certosa, quelle con Topolanek e il suo pisello al vento. Quelle che, per essere scattate, hanno visto gli obiettivi dei fotografi violare una proprietà privata: il giardino di una villa, capireste cari inglesi se vi stesse davvero a cuore la privacy, non è il pubblico affaccio di un terrazzo su una strada. Ma questo non è un movente, bensì la prova provata del fatto che gli inglesi, oggi, a fare la morale si stanno sbagliando di grosso. Il gossip è gossip e si muove da sempre su quel filo lì: ne dovrebbero sapere qualcosa proprio loro, i cui giornaletti scandalistici una ventina o più d’anni fa pubblicarono le intercettazioni in cui Carlo, cioè il suocero della oggi paparazzata Kate, voleva essere il tampax nella donna che all’epoca era la sua amante e oggi è la moglie. Una roba illeggibile ancor prima che non pubblicabile per questioni di deontologia.

La stampa inglese, anziché pubblicare editoriali col ditino puntato, facesse un po’ di mea culpa. Mentre Kate, lei, divina, potrebbe sempre stare un po’ più attenta, perché insomma la sua immagine è pubblica e i suoi famigliari acquisiti tengono particolarmente alla faccia. Il pezzo di sopra, quindi, potrebbe anche levarselo con un po’ più di riservatezza. Dopodiché, se proprio non riuscisse a fare a meno (intendo né della riservatezza e né del topless), mostrasse anche un poco reale dito medio al pubblico, gridando: ho 30 anni, delle tette stupende ed un cervello; voi fatevi gli affaracci vostri (riviste di gossip comprese).

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