Settembre 26, 2012

#siamotuttiSallusti

Nel mondo, ogni giorno sono pubblicati articoli di giornale, pagine di siti web, tesi di laurea, keynote e chi più ne ha più ne metta, dedicati al futuro del giornalismo. Anche in Italia. Si studiano i nuovi modelli, si cerca di capire come meglio distribuire i contenuti, s’indaga sul concetto di qualità e su quale sia il metodo migliore per trattenere milioni di lettori in fuga. Ogni santissimo giorno. E ogni giorno, in Italia, nel fare tutto ciò si perde tempo. Perché oggi un direttore di giornale è stato condannato al carcere per un articolo che lui non ha scritto, ma che ha omesso di controllare prima di mandare in pagina. Perché in Italia la diffamazione è reato penale, e nessuno ha pensato bene di depenalizzarlo per garantire un futuro migliore al giornalismo e alla libertà d’opinione. Ma oggi, l’Italia è anche un paese molto meno civile di quello che si pensava.

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