Gennaio 26, 2013

Il dato rivelatore non è il loro biasimo nel descrivere ciò che Corona è, ma il loro impegno nel descrivere ciò che non è, a loro dire, e non è mai stato: Corona non è coraggioso, non è un mito, non è un eroe neanche negativo, non è un coerente, non è un maledetto, non ha il rango del vero criminale, non è neppure bello. Ma quando di un personaggio dicono questo, spesso è perché un personaggio lo è davvero. E lui lo resta, nel caso, a dispetto del vile esercito proteso a dire che Corona non era Corona, che la leggenda era una patacca, l’eroe solo una macchietta, un pirla, un vigliacco, un fuggiasco senza statura. Figurarsi, in questo quadro, quanti abbiano voglia di ricordare che la sua condanna a cinque anni per estorsione fa acqua da tutte le parti, non sta in piedi neanche con lo sputo: anche perché l’estorto del caso – un calciatore – non si dichiara tale, anzi, ringrazia pubblicamente l’estorsore. Evocare il complotto e dire che il sistema «gliel’ha fatta pagare» suona come una banalità inaccettabile, ma in questo caso credo che corrisponda alla sostanziale verità. È normale che una società consolidata, a un certo punto, espella i Corona.

Filippo Facci sul Post in difesa di Fabrizio Corona. Difesa cui mi associo.

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