Febbraio 18, 2013

In Italia noi siamo sempre stati dei medi-democristiani.

Da un paio di giorni il mondo sembra essersi occupato di questa cosa che in Islanda vogliono mettere al bando la pornografia. Sì, in Islanda. Dove vivono bene. Dove sono “medi-progressisti” (cit. il megadirettore di fantozziana memoria), liberali, vagamente libertari e guidati da una premier dichiaratamente lesbica. Della questione ne hanno scritto un po’ tutti, e un po’ tutti riportavano le medesime dichiarazioni di Halla Gunnarsdottir, collaboratrice del Ministro degli Interni. La copia-incollo dall’Observer di ieri:

Research shows that the average age of children who see online porn is 11 in Iceland and we are concerned about that and about the increasingly violent nature of what they are exposed to. This is concern coming to us from professionals since mainstream porn has become very brutal

E’ innegabile che la rete abbia allargato l’accesso ad ogni tipo di materiale — ivi compreso quello pornografico — a chiunque, grande o piccino che sia (e a 11 anni si è sufficientemente sgamati per sapere come navigare in rete; non so in Islanda, ma in Italia a 11 si è addirittura più sgamati che a 50, almeno ora con queste generazioni in campo). Non voglio fare una disamina sulla correttezza o meno della proposta Islandese, lungi da me. Vorrei solo ricordare che noi tutti, a 11 anni o a 12 o a 13 o comunque in quell’epoca in qui l’Internet ancora non c’era, andavamo a sbirciare le copertine delle riviste hard nel retro delle edicole a chiosco. E in Italia siamo sempre stati dei medi-democristiani.

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