Pensierini sparsi al termine di una domenica.

1. Ogni tanto ci si stupisce di come i quotidiani italiani escano dal seminato. Un caso esemplare di queste deviazioni sul tema questa mattina sul Corriere. La pagina degli spettacoli si apriva, infatti, con un articolone su Matana Roberts. Immagino lo sconcerto in via Solferino, ieri, in zona spettacoli. Dev’essere saltato un pezzo su Gigi D’Alessio e la morte di Corrado Castellari con ogni probabilità non copriva abbastanza spazio (ma metterlo lì, 3 righe in alto a destra, che smacco). Bravo dunque al capo Ariel Pensa, che ha messo insieme un articolo da addetti ai lavori, sicuramente ignorato dalla buona borghesia milanese, sebbene un po’ troppo sbilanciato su quanto già letto in quella “rivista britannica” pure citata nell’articolo e alla quale, casualmente, siamo abbonati da svariati anni. Non ci è sembrato vero, e ancor meno ci sembrerà domani quando riprenderà il solito tran tran.

2. Se conoscete bene la musica di Ginger Wildheart (con i Wildhearts, da solo, con i suoi side projects) e conoscete bene la musica degli Sparks e dei Cardiacs, non faticherete ad individuare un clamoroso fil rouge. (Sento già, in fondo alla sala: “I Cardiacs? Chi?”).

3. Se non ieri è stato ieri l’altro quando ho letto su Twitter il direttore di una testata online ammettere di fare confusione tra occhiello, catenaccio e sommario. Non farò il nome, ma il soggetto è facilmente individuabile: dispensa infatti, spesso e volentieri, lezioni su come i giornalisti dovrebbero comporre i giornali (una roba tipo quella fatta anche da Renzi, ultimamente).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *