Dicembre 31, 2013

Botti di fine anno per l’anno nuovo.

Ogni volta che penso è giunto il momento di fare qualcosa, mi viene in mente questa canzone di Laurie Anderson. Non c’entra nulla, ovvio. Però this is the time dovrebbe essere più o meno l’equivalente del nostro è giunto il momento.

E’ giunto il momento di fare quella cosa di cui ieri scrivevo così su Twitter:

Perché è ovvio che i resoconti di fine anno e, soprattutto, i buoni propositi per l’anno nuovo siano un elenco buono nel momento in cui viene stilato, e pronto per essere disatteso a partire dalle 24 ore successive. Se mi mettessi a rileggere, ad esempio, quanto scrivevo un anno fa, proverei un misto tra imbarazzo per quanto non mantenuto e commiserazione per il me che stava scrivendo quelle cose. Dunque sarebbe un buon motivo per non scriverne quest’anno.

Se mi mettessi a rileggere…

Non lo faccio, o comunque non prima di aver messo questo pezzo in bozza in modo tale da provare del sincero dispiacere qualora decidessi di cestinarlo — dispiacere per il tempo buttato via a scriverlo, ché il tempo è denaro e questo mi sembra essere, più che un buon proposito, un mantra che dovrò tenere bene a mente per il 2014.

In ordine sparso, a costo di ripetere le stesse bugie già ripetute lo scorso anno (un po’ come da bambini quando ci si confessava, e al prete si raccontavano le stesse cose ogni Natale e ogni Pasqua; fino a quando il senso del ridicolo ci ha fatto capire che non ce la saremmo più cavata così a buon mercato, e allora abbiamo smesso di confessarci).

Comprerò meno dischi, e solo dopo averli attentamenti selezionati. Limiterò quindi gli acquisti a scatola chiusa (che non sono mai grigi: o sono capolavori o cagate immani) e sfrutterò meglio le 10 euro mensili che mi costa Spotify. Anzi, già che ci sono infilo anche questo tra i buoni propositi: siccome quelli di Spotify, nonostante le promesse, non hanno ancora messo la funzione per svuotare la cache dell’iPhone/iPad, se entro febbraio non lo fanno passo a Deezer, che quella funzione invece mi assicurano averla.

Leggerò più libri, e proverò magari su questo sito a citarli di più, ritagliarli di più, farne delle piccole schede tipo il vecchio “un libro in 2 min” di giorgiodellartiana memoria. Non lo prometto, ma potrebbe essere una buona idea per disciplinare la mente (io sono pieno di ottime idee, puntualmente disattese, per disciplinare la mente). Leggerò più libri e meno riviste. Le tre cui sono abbonato rimarranno le stesse. Non ne comprerò di più in edicola/libreria, semmai le scaricherò sull’iPad. E’ una questione di sopravvivenza: in casa o io, o loro. E tanto più che per la primavera traslocherò in una casa nuova, e lo spazio sarà infinitamente più piccolo rispetto a quello che ho a disposizione ora — sì, è quel tipo di trasloco, quello che sancisce l’inizio di una nuova vita: per quanto possa sembrare troppo facile o banale, l’unica cosa al momento buona di questo 2014.

Concretizzerò di più. Anche se lo status attuale, più che quello del concretizzatore, è quello del demolitore. Farei tabula rasa di tutto e di (quasi) tutti e ripartirei da zero. Non sono bravo a ripetere a memoria le frasette scritte sui libri di self-help, anche perché non li leggo e trovo patetici gli status facebook che li citano (la mia bacheca ne è invasa: altro proposito, dunque, sarà quello di fare un po’ di pulizia e tanti ne entrano quanti ne escono). Però mi rendo conto che non sono tutte cazzate quelle sulla crisi che è fioriera di opportunità, sono troppo liberista per non crederlo; è una cazzata che i manuali di self-help vengano comprati per leggerci sopra questi concetti talmente elementari — ma sono sempre troppo liberista per fare una colpa agli editori; anzi, chapeau per aver trovato un ottimo modo di fare business spennando i polli.

Da qualche mese mi sto dedicando anima e corpo nel dare una mano ad una persona piuttosto importante et famosa per un progetto. Ecco, non mi dispiacerebbe se il 2014 trasformasse questo dare una mano matto e disperatissimo nel tempo libero, in qualcosa da poter fare anche nel tempo occupato. Però — come si dice — chi si accontenta gode. Almeno fino a che non si stanca.

Per il resto. Bacini a chi mi vuole bene, e anche a chi mi vuole male. Non sono mai stato rancoroso — solo con i fessi essendo loro dei fessi.

Buon anno.

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