Marzo 11, 2014

Il mondo buono dal Vangelo secondo Massimo (Gramellini).

Massimo Gramellini rappresenta il porto sicuro dove le anime belle trovano approdo. Il che non è un problema, se non in misura del fatto che, a questo porto, le anime belle attraccano con un certo ritardo.

Non si spiegherebbe altrimenti lo stupore manifestato stamattina nel suo Buongiorno quotidiano sulla prima pagina de La Stampa. Raccontando il retroscena (!) visto dal dietro le quinte di Che tempo che fa, a proposito del pubblico in sollucchero per le dichiarazioni anti sindacati di Matteo Renzi, Gramellini scrive:

e non si trattava di una feroce setta di capitalisti o del fan club di Brunetta, ma di persone normali che avevano appena chiesto l’autografo a Sorrentino e un’ora dopo si sarebbero messe in coda col telefonino per farsi immortalare accanto alla Littizzetto.

Dal che se ne deducono due cose, entrambe ridicole. La prima, che i facenti parte di «una setta di capitalisti» o, peggio ancora per le maniere del mondo buono delle favole di Gramellini, del «fan club di Brunetta», non hanno diritto di manifestare alcunché, nemmeno quando avrebbero sacrosanta ragione di farlo. Sono personaggi brutti e cattivi, si infilano probabilmente le dita nel naso e ruttano a tavola, perciò hanno torto a prescindere. La seconda, speculare alla prima, è che questa volta chi applaude il premier fa parte del mondo giusto e normale — descrizione di mondo giusto e normale secondo Massimo Gramellini: va al cinema a vedere Sorrentino e, per di più, si sforza anche di ridere alle battute di Luciana Littizzetto. Si scatta persino un selfie, con la Littizzetto.

A me fa piacere che persino Massimo Gramellini, dalla sua scrivania di marzapane, sia riuscito a capire che alcune delle cose predicate — per il momento solo a parole, da queste parti ci si entusiasma per poco — da Matteo Renzi sono sacrosante. Ciò che dispiace è che chi vice-dirige un quotidiano nazionale (alternando la professione a quella di romanziere e di autore televisivo) non abbia gli occhiali giusti per vedere che l’anciem regime degli apparati burocratici italiani fa schifo sempre, anche quando a dirlo sono Brunetta o i turbo-capitalisi.

Per quanto mi riguarda, pure se lo avesse detto Fausto Bertinotti (speranza vana, sulla quale mai vissi).

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