Giugno 28, 2014

Cronache italiane.

cronacheitaliane

Il nostro è un paese dove un professore dell’unità di medicina legale di una nota università, intervistato all’interno di una trasmissione televisiva, si lascia andare a rivelazioni a suo dire clamorose (e anche a dire della televisione che per tutto il pomeriggio della messa in onda ha rilasciato scintillanti anticipazioni) sul caso di cronaca nera del momento. Salvo poi essere bruscamente smentito dalla Procura a capo dell’indagine in questione e dal responsabile del laboratorio di genetica cui la stessa procura ha dato incarico di indagare: le rivelazioni del professore non sono affatto clamorose, ma anzi del tutto prive di fondamento essendo le analisi ancora in corso e i risultati lontani dall’essere relazionati. Di più: il professore pare non aver mai ricevuto un incarico ufficiale dalla Procura indagante.

Il giorno dopo un telegiornale, imbastendo un servizio sul caso del momento che non tralascia di citare il professore e le sue dichiarazioni affidate alla trasmissione televisiva, non riesce a togliersi la foglia di fico e giudica il clima che si sta creando come «da caccia alle streghe». Tutto questo dopo che, nel raccontare il caso di cronaca in questione, i media avevano tirato fuori una vecchia storia di corna e figli illegittimi, dandola in pasto all’opinione pubblica — che ha una predilezione particolare a sentire l’odore del sangue: non legge un libro, ma non manca un rotocalco se questo mette in copertina sedicenti clamorose rivelazioni su questo e quello — senza considerarla piuttosto solo come un percorso indiziario che non era necessario rendere pubblico, fosse anche solo in rispetto della privacy degli interessati. Risultato: famiglie rovinate non solo per le accuse mosse all’indagato, ma anche per segreti privati esposti al voyeurismo di un pubblico che sembra godere quando qualcuno gli racconta le magagne che si trovano nelle sue stesse famiglie.

Per non farci mancare nulla il nostro del tutto inadeguato Ministro dell’Interno, dando dimostrazione di fondatezza della frase che qualcuno pronunciò circa una sua mancanza di quid, una decina di giorni fa ha dato annuncio dell’arresto dell’unico indagato come se fosse già stato emesso non uno, ma tutti e tre i gradi di giudizio. Beccandosi un sacrosanto rimbrotto dalla Procura, perché la presunzione di innocenza in Italia — sebbene in molti se ne dimentichino spesso, o forse nemmeno lo sappiano — vale per tutti.

Però il giorno dopo i vagoni dei treni erano pieni di persone che leggevano i quotidiani, tutti con il loro bel mostro in prima pagina.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *