Poi dice la recessione.

Che ci siano poche speranze per l’Italia (lo dico a costo di sembrare un brontolone) lo si capisce anche dal fatto che ad agosto siamo tutti chiusi. E qualora rimanessimo aperti, siamo lo stesso un po’ chiusi. Si respira in Italia, pressapoco da fine luglio fino agli inizi di settembre, quel clima da fine impero, da conto alla rovescia, da crocette rosse sul calendario come i carcerati, per cui si va avanti per inerzia, facendo il minimo indispensabile (o anche non indispensabile, ché quello lo facciamo già durante il resto dell’anno). Questo clima lo si percepisce dalle cose grandi, come ad esempio il fatto che ci sarà anche il nuovo accordo con gli arabi di Ethiad a turbare i sonni dei poveri dipendenti Alitalia che han deciso di mettersi in malattia in massa ben consci che tanto nessuno mai gli farà nulla, ma secondo me c’è anche che molti di questi malati immaginari sono prossimi alle ferie. E lo si vede nelle piccole cose: per esempio nella frequenza con cui i siti italiani vengono aggiornati nel mese di agosto — in verità lo si vedrebbe anche dalla qualità degli aggiornamenti: ma non vorrei dare l’impressione di chi voglia infierire troppo.

Per esempio, io che sono nato con l’internet 1.0 leggo ancora molti siti tramite i feed. E non ho mollato nemmeno quando Google ha deciso che i feed erano troppo prima maniera per essere promossi ancora, chiudendo Google Reader. In quel momento sono passato obtorto collo ad uno dei tanti lettori di feed che la concorrenza offriva — dicono sia uno dei migliori, questo Feedly, ma io sinceramente rimpiango ancora i cari e vecchi tempi quando un lettore di news via feed rss era un lettore di news via feed rss, non il tentativo di fare un magazine più o meno personalizzato. Tra i molti siti che leggo ci sono, per interessi personali e professionali che chi bazzica almeno un po’ questo blog — o chi lo bazzica da almeno un po’ — sicuramente conosce, ci sono i siti musicali. Quasi tutti stranieri, tranne uno italiano. Non dirò quale, perché il discorso è talmente generalizzato (lo so, la mamma diceva sempre di non fare discorsi generalizzati…) che questa annotazione può davvero valere per qualunque altro sito musicale italiano; dirò solo che è uno dei più famosi, storici e cliccati.

Già in periodi dell’anno regolari — chessò, a ottobre o a marzo — quando mi capita di sfogliare i feed di questo sito mi rendo conto di conoscere un buon 90% delle notizie; perché le ho già lette da qualche altra parte, magari anche il giorno prima. (Il rimanente 10% sarò comunque costretto, per capirne di più, ad approfondirlo altrove). Ad agosto la percentuale rimane piuttosto stabile, solo una lieve tendenza verso l’alto. Ma la frequenza crolla spaventosamente. Per esempio stasera, dopo un’intera giornata di lavoro durante la quale non ho avuto tempo di aprire Feedly, mi sono accorto che da ieri sera Stereogum (per dire di uno dei tanti siti di news musicali che seguo) aveva pubblicato la bellezza di 44 nuove notizie. Possono sembrare molte, certo; possono contribuire al detto che c’è un’eccessiva informazione nella quale è difficile orientarsi, insomma l’offerta supera di gran lunga la domanda (ma siamo davvero sicuri?). Ma non è questo il fatto. Il fatto è che il concorrente italiano, che peraltro pubblicava le medesime notizie, era fermo a 9 nuovi aggiornamenti.

Le vacanze per gli italiani sono, facendo un breve calcolo seppur approssimativo, quattro volte più importanti che per gli stranieri. Messa in negativo: gli italiani, ad agosto, rendono un quarto degli stranieri. Poi dice la recessione ed era meglio alleggerire l’Irap.

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