Dove sono finite le nostre rispettabili convinzioni?

Del perché Bastonate sia il miglior blog musicale italiano, e Francesco il miglior blogger musicale italiano:

Certe cose le cerchi per tutta la vita e non sai cosa siano. “La mia canzone”, quella dove c’è tutto e non manca niente, è un concetto buono per le storie che raccontano in TV o per quelli con venti CD a casaccio dentro l’armadio: concetti semplici, monogamia musicale. Non è quello, è qualcos’altro. Molti maniaci musicali passano una fase Bruce Springsteen, quei periodi della vita in cui compri dieci dischi del Boss e un giubbotto di jeans ed inizi a cantare a squarciagola di scappare via, incontro ad una nuova vita, con l’auto che sfreccia su una strada deserta e i finestrini abbassati. Il pugno alzato al cielo è facoltativo. Ecco, io questa fase non l’ho mai avuta. Possiedo un best of e due dischi originali di Springsteen: uno non l’ascolto mai, l’altro è stato registrato in una cameretta. I sassofoni non mi fanno nessun effetto. L’autoaffermazione non è la mia tazza di tè, vorrei che lo fosse, ma non lo è. La mia vita consiste nel fissare il baratro con una mano sulla ringhiera e l’altra sulla sbarra, pensare “non so” e razionalizzare. Non sono un personaggio romantico o decadente. Le canzoni che parlano di me non sono mai un granché, tocca togliere dei pezzi e lasciare che qualcuno immagini qualcosa che magari non c’è.

(Scriveva di questo disco e di questa canzone in particolare. Ma per il paragrafo qui sopra non importa).

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