Ancora su Thom Yorke

Come il sottoscritto, anche Jillian Mipes non ci sta a farsi prendere in giro dal nuovo modello miracoloso scelto da Thom Yorke per distribuire il suo nuovo album Tomorrow’s Modern Boxes, ovvero quello di sfruttare la rete di BitTorrent (il cui CEO Matt Mason, in un’intervista a Rolling Stone, ha santificato anche rispetto a modelli che coinvolgono direttamente gli artisti quali Bandcamp):

C’è qualcosa di compiaciuto e anche un po’ volontariamente ignorante nel modo con cui Yorke, agendo come se fosse il salvatore dell’industria musicale, descrive le funzioni di una piattaforma come Bandcamp. Ha già ricoperto questo ruolo nel 2007, con il modello paga-quello-che-vuoi utilizzato per In Rainbows e annunciato solo 10 giorni prima dell’uscita fissata con un post sul blog ufficiale dei Radiohead Dead Air Space. L’esperimento di presentarsi al pubblico senza un’etichetta discografica è stato oggetto di studio, idolatrato ed emulato anche dagli stessi artisti che oggi si appoggiano a Bandcamp. Cosa, in termini di distruzione del modello distribuzione della discografia tradizionale, Yorke vuole ancora cambiare — criticando tra l’altro con una mano Spotify mentre con l’altra celebra i torrent a pagamento?

E ironizza anche sul lato artistico, centrando in pieno l’obiettivo:

Questo modello di distribuzione non cambierà il mondo della musica, così come le stesse canzoni contenute in questo Tomorrow’s Modern Boxes non porteranno grandi cambiamenti nella musica elettronica o nella cosiddetta IDM come genere musicale. Thom Yorke ha fatto un disco abbastanza in linea con gli altri prodotti in questa decade: strati e strati di ambient elettronica e voci semi-incomprensibili che intossicano l’ascoltatore con mood e vibrazioni anziché con messaggi tangibili. Ha fatto uscire il disco di venerdì pomeriggio tra il pranzo e le cinque, un orario che sembra dire che non gli interessasse granché fare clamore mediatico prima di un weekend (ci è riuscito, comunque). Ha scritto un paragrafo per spiegare cosa stava cercando di fare. Dopodiché, immagino, si è sloggato dalla rete e ha continuato a lavorare al nuovo disco dei Radiohead. Accettiamolo per quello che è e niente di più.

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