Il brunch? È per cazzoni.

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Il brunch, ovvero quel pasto genericamente descritto come una combinazione tra la colazione (breakfast) e il pranzo (lunch) che fanno gli americani la domenica mattina, è un’abitudine che ha iniziato a prendere piede un po’ in tutto il mondo. E sembra quasi che, più si vive in quei paesi che culturalmente hanno sempre puntato su una netta distinzione tra i pasti e sulla scadenza temporale degli stessi (come in Italia), più questa abitudine del tutto estranea a quella cultura si fa strada. Qui da noi, il brunch è qualcosa che ad un certo punto tutti si sentono in dovere di fare. Fa nulla se, ad esempio, il brunch in certi locali fighetti milanesi è ormai qualcosa di più simile ad un pranzo che ad un pranzo-con-colazione — almeno per quanto riguarda l’orario: si prenota il brunch per le 13, cioè ad un’ora in cui siamo solitamente svegli da almeno 4 ore, ed è piuttosto improbabile che lo siamo a digiuno.

Ma torniamo negli Stati Uniti, che del brunch è la patria assoluta. Da quelle parti, ciò che era un appuntamento tipicamente domenicale, sta diventando un’abitudine anche il sabato. Descrive bene questa situazione — e questa sua idiosincrasia nei suoi confronti — David Shaftel sul New York Times in un articolo intitolato «Il brunch è per cazzoni». Nel West Village, il quartiere nel quale ha vissuto per 20 anni, i sabati e le domeniche mattina erano caratterizzate da una «calma pastorale»; oggi, invece, è tutto un brulicare di gente che si reca nei locali dove servono il brunch. Ha quindi scoperto di non poter più sopportare questo mega-pranzo domenicale da quando ha avuto un figlio:

Avere avuto un figlio — e forse aver raggiunto quell’introspezione tipica di quando si compiono 40 anni — mi ha fatto capire cosa mi irrita del brunch: ciò che una volta era tipico della domenica di Pasqua, oggi è diventato il simbolo bi-settimanale del crescente desiderio della nostra cultura di respingere la vita adulta. Il brunch non è solo una questione di gettare via gli orari stabiliti, ma anche le convenzioni sociali della generazione dei nostri genitori. Vuol dire anche celebrare la disobbedienza dello svegliarsi tardi, bere cocktail a colazione e mangiare uova tutto il giorno. È l’equivalente di una scultura di Jeff Koons all’ora di pranzo.

Nei quartieri come il mio, dove tutti sembrano arrivare da altre zone, le persone sono sempre più alienate dai loro parenti e nuclei famigliari. Mentre le domeniche erano tradizionalmente dedicate alla famiglia, ora abbiamo orde di persone che vogliono apparire giovani senza restrizioni e senza limiti nella ricerca di cosa fare nel tempo libero del weekend, e che cercano di far sentire New York come se fosse il set di un replica di Friends o di Sex and the city. Qui, e in molti altri posti, gli amici sono diventati la famiglia e il brunch le riunioni famigliari.

Certo che non sono gli amici il problema. Il problema è il brunch. Condito con l’auto soddisfazione di conoscere gli ultimi e più alla moda locali dove viene servito e il piacere di ordinare eggs Benedict fatte con prosciutto spagnolo e uova di anatra, è qualcosa di così fondamentalmente conformista da sembrare l’altezza massima della raffinatezza urbana. Peggio di un’abitudine adolescente, è piuttosto l’idea di un adolescente su come gli adulti trascorrono il loro tempo.

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