Vasilij Kandinsky, uno splendido 148enne…

Yellow-Red-Blue by Wassily Kandinsky

… e Jonathan Jones sul Guardian gli dedica un ritratto (con citazione del doodle che Google gli ha invece dedicato per l’intera giornata):

La cosa che affascina di Wassily Kandinsky, il cui 148esimo compleanno gli è valso un doodle da parte di Google, è come in modo serio e con cura è evoluto dall’arte figurativa a quella astratta. Kandinsky non è diventato un pittore astratto con facilità. Ha raggiunto l’astrazione in maniera faticosa e ragionata, ciò che ha dato alla sua arte grande autorità. Come le sinfonie, anche i grandi quadri astratti di Kandinsky parlano direttamente ai nostri sensi e ai nostri sentimenti. Il loro insieme di segni misteriosi sono come onde sonore che sollecitano le emozioni. Per lui, il mondo che questi segni puntavano era un campo spirituale, una verità nascosta.

E ancora:

C’è una vera grandezza dietro il suo concetto di pittura, e un senso di verità. Qualunque cosa noi pensiamo delle sue convinzioni spirituali, il risultato è un’arte che insieme puramente astratta e chiaramente radicata in un profondo sentire la natura delle cose. Un profondo, paradossale e ricco risultato quello da lui raggiunto. Kandinsky intuisce la complessità cosmica della fisica moderna. La sua arte può affiancarsi alle odierne immagini della fabbrica dell’universo.
Nulla di tutto questo fa di Kandinsky un artista facile. Ma fa di lui un grande artista.

Jones cita le sinfonie come termine di paragone per l’arte di Kandinsky. E sul Daily Telegraph Ossian Ward approfondisce questo aspetto musicale, citando un fenomeno cui spesso il pittore è stato accostato: la sinestesia. Non ci sono certezze che Kandinsky ne fosse affetto — per quanto si possa parlare di «affezione» in questo caso. Scrive Ward:

Si crede che Kandinsky fosse affetto da sinestesia, un fenomeno innocuo che permette ad una persona di apprezzare suoni, colori o parole con due o più sensi contemporaneamente. Nel suo caso, i colori e i segni dipinti gli facevano venire in mente particolari suoni o note — e vice versa. La capacità involontaria di sentire i colori, vedere la musica o addirittura assaporare le parole sono il risultato di uno strano incrocio nel cervello (c’entra il genoma X) riscontrabile in una persona su 2 mila, e in molte più donne che uomini.

Un breve ritratto sul quotidiano britannico The Independent ripercorre la biografia dell’artista. Vasilij Kandinsky nacque a Mosca il 16 dicembre 1866. La sua carriera di pittore iniziò solo all’età di trent’anni, dopo aver realizzato il desiderio della sua famiglia di conseguire una laurea in Economia. Nel 1896, dopo aver insegnato per qualche anno all’Università di Dorpat, tentò la strada dell’arte iscrivendosi all’Università d’Arte di Monaco. Tornò a Mosca all’esplosione della Prima Guerra Mondiale, ma non simpatizzò mai con le teorie comuniste sull’arte. Nel 1921 fece ritorno in Germania, dove insegnò alla scuola del movimento Bauhaus dal 1922 fino alla chiusura, per mano del regime nazista, nel 1933. Nel corso della sua carriera attraversò, rimanendone influenzato, molte correnti artistiche: l’impressionismo, il puntillismo, la scuola Bauhaus e l’espressionismo astratto. Ma fu solo dopo essersi trasferito in Francia che produsse alcune tra le sue opere più conosciute. Morì a Neuilly-sur-Seine il 13 dicembre 1944. Sotto il nazismo alcune sue opere furono sottratte durante un raid alla scuola d’arte del movimento Bauhaus e successivamente esposte, nel 1937, nell’ambito di una mostra sponsorizzata dal regime “Arte degenerata”, prima di essere distrutte per sempre.

(immagine: Yellow-Red-Blue, 1925 – © Burstein Collection/CORBIS)