Vendere dischi con BitTorrent.

tomorrowMatthew Ingram su Gigaom ha fatto un po’ di conti su quanto avrebbe guadagnato Thom Yorke con il suo disco Tomorrow’s Modern Boxes, distribuito lo scorso settembre tramite la piattaforma BitTorrent.
BitTorrent in un post ha affermato che alla fine del 2014 il bundle era stato scaricato 4,4 milioni di volte. Il costo della parte a pagamento del bundle è di 6 dollari. Il che vuol dire che il disco potrebbe aver fruttato a Thom Yorke all’incirca 24 milioni di dollari (23,7 per l’esattezza), tenendo conto che la fee che trattiene BitTorrent è del 10%. La cifra, però, è del tutto teorica: il servizio Bundle di BitTorrent, infatti, permette agli artisti di costruire un pacchetto (bundle, in inglese) contenente sia materiale in free download (nel caso di Yorke, una canzone e un video) che a pagamento (l’intero album Tomorrow’s Modern Boxes). Per precisa scelta di Yorke, BitTorrent non è stato autorizzato a diffondere la cifra scorporata dei download. Ciò vuol dire che gli utenti hanno scaricato 4,4 milioni di volte il bundle, ma non si sa quanti di questi abbiano scaricato solo la parte gratuita, e quanti quella a pagamento. Partendo da questi dati, Ingram ipotizza che la cifra guadagnata da Yorke potrebbe comunque essere «intorno ai 20 milioni di dollari».

Una stima, questa, contestata da Glenn Peoples, che su Billboard la rivede fortemente al ribasso. Usando come metro di paragone il numero di utenti a pagamento di Pandora, una delle più diffuse internet radio degli Stati Uniti, rispetto a quelli che usufruiscono gratuitamente del servizio (il 4,3% del totale), Peoples calcola che solo 189.800 persone hanno scaricato a pagamento Tomorrow’s Modern Boxes, per un guadagno complessivo di 1,02 milioni di dollari. Questa nella peggiore delle ipotesi. Utilizzando invece il numero degli utenti a pagamento di Spotify (il 25% circa del totale degli iscritti), il guadagno salirebbe a 5,9 milioni di dollari (con 1,1 milioni totali di download a pagamento).

Ma quanto è corretto utilizzare questi servizi come metro di giudizio? Non molto, se consideriamo anche la guerra che Yorke stesso ha mosso nei confronti di questi servizi. Tuttavia, per Peoples:

se i confronti con Pandora e Spotify non sono esattamente confronti tra cose identiche, rappresentano però un’utile indicazione della volontà delle persone di pagare per qualcosa, quando questo qualcosa è disponibile anche gratuitamente.

Fino a qui la parte relativa ai dati. Ci sarebbe poi una riflessione da fare su come questi nuovi servizi di distribuzione che non permettono una certificazione numerica dei guadagni, o anche semplicemente del venduto, possano influenzare il mercato. La discografia sta provando ad uscire da uno dei periodi più neri della sua storia, si vendono sempre di meno dischi e — se non ci fosse stata Taylor Swift — nessun album del 2014 avrebbe raggiunto il traguardo del disco di platino. Curioso a questo punto fare un paragone: l’album della Swift, 1989, è stato tolto dalle piattaforme di streaming e ha raggiunto dati di vendita ragguardevoli; il disco di Yorke è stato distribuito legalmente tramite BitTorrent, che fa affidamento ad un protocollo tra i più diffusi nello scambio di materiale audio e video pirata, e nessuno — a parte i diretti interessati — conosce i dati di vendita precisi. Ancora, leggiamo da più parti che il numero di dischi venduti non è più rappresentativo né dei gusti del pubblico, né della qualità (o meno) della musica, né tanto meno della celebrità di un artista, per conoscere la quale sarebbe più opportuno dare un’occhiata al cosiddetto engagement. Per cui ci troviamo con claim pubblicitari del tipo «100 milioni di visualizzazioni su YouTube», laddove una volta leggevamo «5 milioni di dischi nei primi tre mesi».

Bisogna capire se la mossa di Yorke è da considerarsi o meno estemporanea. Cioè se, come suggeriva Jillan Mipes, una volta terminato il disco e distribuito lo stesso, Yorke non si sia «sloggato dalla rete» per continuare a lavorare al nuovo disco dei Radiohead, che presumibilmente verrà — se dovesse uscire — distribuito in maniera più tradizionale. Oppure se Yorke è un pioniere dell’industria musicale del futuro (le mosse pionieristiche finora mosse, però, sembrano scoraggiare questa visione), un’industria paradossalmente con più dati (di consumo, di abitudini degli ascoltatori, di diffusione), ma senza nessun dato certo a certificare — almeno economicamente, per il resto le orecchie continuano a bastare — il successo o meno di un disco.