The radio saved my life tonight.


Da un sondaggio condotto lo scorso novembre da Morgan Stanley (e riportato da Quartz) su un campione di 2.016 cittadini americani, emerge che la radio è ancora lo strumento più conosciuto e utilizzato per ascoltare la musica.

Graficamente, in percentuale gli interpellati hanno detto di utilizzare regolarmente i seguenti servizi:

grafico 1

Capovolgendo la questione e chiedendo agli intervistati di quali servizi non hanno mai sentito parlare, la situazione è questa:

grafico 2

Insomma, c’è ancora spazio per l’uso terapeutico del mezzo radiofonico così come lo cantavano i Bon Jovi in una loro vecchia, e piuttosto sconosciuta, canzone (vedi il video sopra).

Commenta la ricerca John McDuling:

Quasi chiunque ha almeno sentito parlare della radio, il che è confortante, dal momento che il mezzo è in circolazione da quasi un secolo (nonostante sarebbe curioso sapere se il 2% che non ha mai sentito parlare della radio sia molto giovane o molto vecchio d’età). Molte persone conoscono YouTube, Pandora e la radio satellitare Sirius. Anche Spotify sembra essere conosciuto in maniera soddisfacente, confermando il suo status di più grande servizio di streaming on-demand. Ma i suoi diretti rivali, compresi Beats, Rdio e Deezer (quest’ultimo, per essere corretti, è appena sbarcato negli Stati Uniti) rimangono piuttosto sconosciuti.

La buona notizia per i servizi di streaming è che c’è molto spazio di crescita. La loro sfida sarà quella di convincere le persone a ricominciare a pagare per la musica. Il che rappresenta una proposta completamente differente.