Gennaio 25, 2015

Saggi lettori

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Babelia, l’inserto culturale del quotidiano spagnolo El Pais, celebra il boom della saggistica nelle librerie. E Filippo La Porta commenta [Corriere della Sera, 18.01.2015, p. 33] questa fame di idee, anziché di racconti, che sembra aver colpito i lettori:

[i lettori] dai libri pretend[ono] idee, ragionamenti utili, pensieri sulla cristi che sta[nno] vivendo e non mero intrattenimento (che cerca[no] in altre direzioni: come puro distraente il libro oggi cessa di essere competitivo). Anche la nostra editoria comincia ad accorgersene benché sotto la dicitura «saggi» continuiamo a vedere, con effetto di confusione sul lettore, titoli che riguardano la cucina, il giardinaggio e la vasta area del self-help, che andrebbero rubricati sotto «varia». L’unica distinzione da fare è tra «saggio accademico» (o formal essay) — che avrà probabilmente un futuro solo digitale — e «saggio generalista» (o personal essay), che invece può avere un futuro cartaceo. Il saggio conta poi su lettori più fedeli e meno casuali della narrativa. Infine: in Spagna, ma anche da noi, funziona meglio il saggio breve: quelli di Byung-Chul Han, Agamben, Berardinelli, Pablo D’Ors e Sabater […] Un paese con più lettori di saggi è meglio attrezzato ad affrontare la spaesante complessità del presente. Quando avanza l’antipolitica, e rischia di incrinarsi lo stesso patto sociale, si ha bisogno di cittadini riflessivi, di individui consapevoli che si nutrono soprattutto di saggistica.