Gennaio 27, 2015

La morte della musica acquistata

Derek Thompson analizza i dati di Nielsen sulla vendita di musica negli Stati Uniti nel 2014 e dice che il mercato della musica acquistata è fondamentalmente morto:

grafico_nielsenQuasi ogni numero nella relazione annuale dell’industria musicale effettuata da Nielsen per il 2014 è preceduto da un segno negativo, inclusi quelli che si riferiscono alle vendite nelle catene (-20%), vendite totali di nuovi dischi (-14%) e vendite online di nuove canzoni (-10.3%). Solo due cose hanno il segno +: la musica ascoltata in streaming e le vendite di dischi in vinile. Da qualche parte in America, un sociologo intraprendente sta sviluppando un’interessante teoria su come l’emergere di nuove tecnologia nei media ironicamente sta amplificando il nostro interesse negli anacronismi della cultura pop.

Dunque cosa dire del vinile? Sta risorgendo, sì, da una pila di cenere. Nove milioni e duecento mila LP sono stati venduti nel 2014, più 51% su base annua, una crescita ancora più veloce di quella dello streaming video. Nove milioni è più di zero ma, commercialmente parlano, l’impatto globale sul mercato è misero. I dischi in vinile contano per il 3.5% delle vendite globali. Il mercato del CD (che è morto, ricordate) è 15 volte più grande.