So long, Andy

Appena ripresomi per la dipartita di Giuliano Ferrara dal Foglio, arriva il post di Andrew Sullivan a darmi la mazzata finale: smette di bloggare. Seriamente: il rinnovo automatico per gli abbonati è sospeso, ed è stato tolto il pay-meter sugli articoli già scritti. Per due motivi, fondamentalmente:

andrew-sullivanIl primo spero che chiunque possa capirlo: nonostante sia stata l’esperienza più gratificante della mia carriera da scrittore, ho bloggato tutti i giorni per quindici anni filati (beh, abbastanza filati). Un tempo lungo abbastanza per qualunque lavoro. In un certo senso, il motivo sta tutto qui. Arriva un momento in cui devi muoverti verso cose nuove, shakerare il tuo mondo, o riconoscere prima di fare crash che gli esaurimenti possono capitare.
Il secondo è che sono saturo della vita digitale e voglio ritornare in quella reale. Sono un essere umano prima che uno scrittore; e uno scrittore prima che un blogger, e anche se sono stati una gioia e un privilegio essere stato il pioniere di una nuova forma di scrittura, desidero fare altro, in forme più tradizionali. Voglio tornare a leggere, lentamente, con attenzione. E voglio assorbire un libro difficile e rimuginare i miei pensieri su di esso per un po’ di tempo. Voglio avere un’idea e farle prendere lentamente forma, piuttosto che pubblicarla immediatamente su un blog. Voglio scrivere lunghi pezzi che rispondono più astutamente e a fondo alle molte domande che l’esperienza di The Dish mi ha posto. Voglio scrivere un libro.

E voglio passare un po’ di tempo vero con i miei genitori, mentre ci sono ancora, con mio marito, che troppo spesso è una «vedova del blog», mio fratello e mia sorella, mia nipote e i miei nipoti, e ritrovare gli amici che ho dovuto semplicemente abbandonare perché ero sempre incollato al blog. E voglio stare bene. Negli ultimi anni ho avuto crescenti problemi di salute. Non sono correlati al mio essere sieropositivo; il dottore mi dice che sono semplicemente il risultato di 15 anni di quotidiano stress dovuto all’essere sempre sul pezzo. Le ultime settimane sono state particolarmente difficili — e mi hanno costretto a fare i conti con la realtà.