Gennaio 30, 2015

Un paio di mosse così così

Dennis Karjala spiega perché, dopo un certo limite di tempo, è giusto che le opere protette diventino di pubblico dominio:

Se nel 1998 il Congresso non avesse esteso per 20 anni il copyright, oggi Rhapsody in Blue di George Gershwin, Il sole sorgerà ancora di Hemingway e Via col vento di Margaret Mitchell sarebbero di pubblico dominio. Batman e Robin potrebbero essere usati da chiunque. Mentre i film del 1940 — come Il grande dittatore di Charlie Chaplin o Furore di John Ford — sarebbero divenuti di pubblico dominio alla fine del 2015.
Invece tutte queste opere — e decine di migliaia di altre — rimarranno coperte da copyright almeno fino al 2019. Certamente, dopo assisteremo ad un altro tentativo di estensione del termine.

Perché evidenziare tutto questo è importante? Beh, come ti sentiresti se dovessi ottenere una licenza dal proprietario del copyright per poter leggere un passaggio della Bibbia in chiesa? O se prima di poter inforcare la bicicletta avessi bisogno della licenza dai discendenti dell’inventore della ruota?

Diamo tutti per scontato il diritto di utilizzare certi pezzi della nostra tradizione culturale, come la Bibbia. E possiamo liberamente utilizzarli perché i diritti proprietari — come i brevetti o i copyright — costituzionalmente devono esistere solo per una certa quantità limitata di tempo. Dopodiché queste opere diventano di pubblico dominio, che vuol dire che nessuno ha l’esclusivo diritto di controllare la loro copia, la loro esecuzione pubblica, il loro uso, la loro vendita o la loro modifica.

Tutto questo avviene mentre Taylor Swift — che pare abbia deciso di giocare un’agguerrita guerra su più fronti — mette il trademark ai testi di alcune canzoni del suo ultimo disco 1989: qui i dettagli di cosa ha protetto e per quali utilizzi. Il motivo di questa scelta lo spiega bene Kelsey McKinney:

Per molti (anche se non necessariamente per Taylor Swift), le vendite dei dischi e lo streaming non contano più per fare i soldi. Una delle fonti di guadagno maggiori per molti artisti — siano essi dei top-seller come Swift o dei cantautori semi-sconosciuti — è la vendita del merchandise. Vendere magliette è profittevole, ma non se chiunque può produrre delle imitazioni e vendere a tuo discapito.

Può sembrare stupido che artisti come Taylor Swift mettano il trademark per così tante frasi e per utilizzi così differenti (il sapone?), ma quello che Swift sta facendo è qualcosa che ogni artista fa già — assicurarsi che l’unica persona che possa trarre profitto dal suo lavoro e dalla sua immagine sia lei.

Ora che possiede il trademark, nessuno può stampare una maglietta con la scritta «The Sick Beat» e venderla al di fuori del luogo del concerto senza infrangere la legge. È una mossa intelligente, anche se può sembrare un po’ stupida.