Febbraio 13, 2015

La rivincita delle riviste di moda.

foto via The Aestate

foto via The Aestate

Nel 1911 sull’Atlantic apparve un articolo anonimo nel quale la giornalista — che sia donna è una supposizione dovuta all’argomento trattato — raccontava con toni non esattamente di elogio il mondo delle riviste di moda, ree a suo dire di «rappresentare un tipo ideale di persona più simile ai manichini delle vetrine che ad un personaggio dotato di caratteristiche individuali».

Oggi, a distanza di centoquattro anni, lo stesso magazine fa un passo indietro e riconosce, nella penna di Tanya Basu, l’importanza di queste riviste. E lo fa in un’ottica diametralmente opposta rispetto alla critica mossa un secolo prima: scrive l’Atlantic che le riviste di moda hanno importanza anche come guida del movimento femminista del Ventunesimo secolo:

Le riviste di moda hanno messo in luce i problemi della società che spesso sono stati ignorati dai media mainstream, fossero esse le condizioni lavorative delle madri in giro per il mondo o le discrepanze di salario tra le donne e gli uomini. In un certo senso, sono diventate la guida del movimento femminista del Ventunesimo secolo. Mentre il nostro autore nel 1911 disprezzava l’impotenza delle donne così come era rappresentata dalle riviste di moda del tempo, oggi questi magazine provano a far sì che le donne che mostrano non siano semplici appendiabiti ma persone di carattere, coraggio e ambizione.