Febbraio 23, 2015

Rottamare gli Oscar

Una voce fuori dal coro degli elogi alla notte degli Oscar è quella di Michael Hogan sul Daily Telegraph, che invita a «non credere all’hype» creatosi attorno alla cerimonia e di considerarla per quello che è: «spazzatura». Gli attori sono i primi a finire nel mirino del suo attacco:

Gli attori — che raramente sono tra le creature più affascinanti — fanno discorsi sdolcinati e auto-indulgenti e cazzeggiano in modo pretenzioso sul loro «mestiere». Poche cose risultano meno tediose di queste. Sembrano l’equivalente nello showbiz di quei colleghi che ti mostrano le foto delle loro vacanze e ti raccontano quello che hanno sognato la notte precedente.

Ma Hogan ne ha anche per la cerimonia stessa, che considera qualcosa di molto auto-celebrativo e interessante, forse, solo per gli addetti ai lavori e per alimentare un po’ il chiacchiericcio via social-network:

Gli Oscar sono fondamentalmente una gloriosa festa per l’assegnazione di premi aziendali. Sono importanti per chi vince, certo, ma di scarso interesse per tutti gli altri. Non c’è alcun motivo per cui dovrebbero interessarci più del «Rappresentante dell’anno per le vendite regionali di supposte Anusol» o della cena annuale della Ginsters. Il solo fatto che tutti indossano vestiti costosi e hanno zigomi fotogenici non rende la cerimonia interessante.