Fiammiferi.

fiammiferi

Marco Belpoliti, nella sua imperdibile rubrica “Minima” su La Stampa, oggi racconta la storia dei fiammiferi:

Noi li conosciamo – o conoscevamo – come cerini, con lo stelo che è composto di un lucignolo di cotone impregnato e rivestito di uno strato di miscela stearica, oggi praticamente scomparsi; e i legnetti, gli svedesi, con lo stelo formato da un fuscello di legno impregnato a una estremità di paraffina o zolfo. Ci sono anche i fiammiferi di cartone, il cui stelo è composto di cartone speciale, noti come Minerva, quasi introvabili; sono di cartone paraffinato con capocchia senza fosforo, in bustine composte di una striscia di cartoncino ripiegata e cucita nel mezzo, in cui sono ricavati i fiammiferi senza essere separati, disposti su doppia fila. Erano usati come supporto per la pubblicità, alla pari delle scatole dei cerini. Ora sono un genere di lusso o da collezione. Chi li ha tenuti in serbo? S’accendevano, bruciavano in un attimo e si gettavano via. Come la vita.