Marzo 7, 2015

Spazi fisici.

stylus-on-record

Neil Young, pur di promuovere il suo (inutile) lettore Pono, ha dichiarato che quella dei dischi in vinile è solo una moda (probabilmente non del tutto a torto) e che tutto sommato un Lp non suona meglio di un cd poiché viene prodotto comunque «partendo dai master digitali» (dunque, questo il sottinteso, è un «falso analogico»). Ari Herstand spiega — con argomenti non del tutto differenti da questi — perché il cantautore sbaglia (pur di promuovere il suo prodotto):

La musica in vinile è molto più del solo (percepito) suono migliore. L’ascolto digitale non possiede il calore di un disco sul giradischi. Le sue imperfezioni. La serenità di sapere che tua madre non ti chiamerà interrompendo la canzone. Questa musica è così meravigliosamente e intenzionalmente staccata dal mio telefono. Non ci sono distrazioni.
Il vinile è un’esperienza completa. Meravigliosamente tattile. Mi piace esaminare la copertina di un Lp. E il retrocopertina. Molti dischi hanno anche l’inserto con i testi da leggere mentre li si ascolta, l’artwork extra, le storie, i crediti e le note. Stiamo davanti a degli schermi tutto il giorno, ed è bellissimo guardare un pezzo di arte che non si illumina e non sta nel palmo di una mano. E dal momento che stiamo trasferendo la nostra vita interamente nella sfera digitale, come esseri umani ci piace mantenere un pezzetto di spazio fisico. Lo desideriamo. E lo abbracciamo. Mentre tutta la musica del mondo è a portata di dito (letteralmente), sto pian piano costruendo una collezione di dischi in vinile di cui sono fiera. E che sono felice di condividere con altre persone quando siamo insieme.