Maggio 20, 2015

La democratizzazione dell’arte non funziona

Jane Austen banknote

Da queste parti si ha una passione — per niente nascosta — per Jonathan Jones, il critico d’arte del Guardian. Il quale interviene a gamba tesa in una delle questioni attualmente in voga nel Regno Unito: la scelta di chi dovrà comparire sui nuovi biglietti da 20 sterline. Una decisione che la Banca Centrale britannica ha preso sull’onda del successo della scelta di Jane Austin come soggetto raffigurato sulle banconote da 10 pounds. Per quelle da 20 la scelta dovrà cadere su un personaggio che si sia distinto nelle arti visive, quindi uno scultore, un pittore o un designer, e la decisione finale spetterà in ogni caso al governatore Mark Carney.

Jonathan Jones non è molto contento di questa eccessiva democratizzazione dell’arte, che a suo dire non verrà condotta tra i veri appassionati ma sarà piuttosto la celebrazione «di persone che blaterano nomi a caso su Twitter e che voteranno in maniera sentimentale». Qualcosa che per Jones ha più a che fare «con il populismo e la propensione nazionale alla pura ignoranza ed esecrabili gusti in fatto di arte visiva».

Quando si tratta di arte, la democrazia non funziona, perché non sono molte le persone in grado di avere una reale visione artistica. E perché dovrebbero, tra l’altro? E così l’elettorato si trasforma in una minoranza auto-eletta di appassionati d’arte e di ficcanaso culturali le cui visioni poi ci vengono falsamente imposte come ‘scelta del popolo’.
Pensate che stia esagerando? L’estate scorsa per la seconda volta il movimento Art Everywhere ha organizzato l’affissione di opere d’arte britanniche su manifesti sparsi per tutta la nazione. L’evento è stato pubblicizzato come una selezione democratica dell’arte preferita dai britannici. Ma bisogna fare attenzione ai dettagli. Secondo un report del Guardian appena 38 mila persone hanno partecipato alla votazione. Come può un dato del genere rappresentare il consenso di tutto il popolo britannico?
Proprio perché si trattava di un piccolo elettorato di entusiasti, è stato facile per chi ha organizzato la campagna far sì che le proprie scelte — fossero eccentriche o ideologiche — venissero supportate. Così è emerso che, secondo le votazioni di Art Everywhere, la seconda opera d’arte britannica più apprezzata è il dipinto del 1921 di Dora Carrington Farm at Watendlath. Tutto ciò è — uhm — interessante. (Anche Laura Knight ha ottenuto buoni piazzamenti). Ma queste sono scelte che danno l’idea di un piccolo gruppo di appassionati che domina un altrettanto piccolo bacino di votanti con scelte che sono sia stravaganti che sciocche.