Maggio 24, 2015

Filtrare le fotografie

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Quattro ricercatori (tre di Yahoo Lab e uno del Georgia Institute for Technology) hanno condotto uno studio per determinare quanto l’applicazione di filtri sulle fotografie faccia aumentare la visibilità delle stesse e l’engagement dell’account che le pubblica.

Lo studio è stato effettuato in due fasi. Una prima, ‘qualitativa’, dove i ricercatori hanno intervistato quindici utenti dell’applicazione mobile di Flickr per capire in che modo usassero i filtri e quale impressione avessero di essi. Una seconda, ‘quantitativa’, dove sono state analizzate 7,6 milioni di fotografie caricate su Flickr dall’applicazione per smartphone (la metà circa delle quali era stata cross-postata anche su Instagram), oltre ai dati che indicavano la frequenza di visualizzazione di queste foto e il numero di commenti ottenuti, in modo tale da comprendere meglio quale fosse l’effetto dei filtri sull’engagement.

Come spiega Jesse Singal sul blog del New York Magazine Science of Us, i dati ottenuti dalle interviste non sono granché sorprendenti — chi faceva riferimento all’uso di effetti vintage per evidenziare l’aspetto antico di un bar la cui ambientazione era ispirata agli anni Venti, chi invece citava filtri che mettevano in evidenza un soggetto in una serie di foto. Molto più interessanti invece i numeri ricavati dall’analisi dei big data:

Complessivamente, nell’influenza dei follower di un utente e della popolarità di una foto, «le foto cui vengono applicati filtri hanno il 21% di probabilità in più di essere viste e il 45% di essere commentate» rispetto a quelle senza filtro. Per determinare il tipo di filtro che ha maggiormente effetto, gli autori della ricerca ne hanno esaminati cinque: aumento della temperatura di una foto, aumento della saturazione dei colori, del contrasto, dell’esposizione e l’aggiunta di un filtro che dia la sensazione di ‘vecchio’. I filtri più caldi hanno una correlazione più ampia con il numero dei commenti, mentre gli effetti che influiscono sull’esposizione sono più legati al numero di visualizzazioni. Ci sono anche due correlazioni negative: aumentare la saturazione è correlata ad un numero minore di visualizzazioni, e gli effetti ‘invecchianti’ portano a meno commenti». In generale, si legge nella ricerca, «temperature più calde, contrasti più alti, e un’esposizione più lunga portano all’aumento della possibilità di ricevere sia più visualizzazioni che commenti».

Per quanto la ricerca offra spunti interessanti, scrive Singal che è impossibile trarre da essa un andamento coerente: «Si tratta infatti di un’analisi effettuata su dati raccolti da milioni di fotografie, molte delle quali già in partenza con poche visualizzazioni e commenti. E del resto ci sono moltissime foto con tante visualizzazioni e tanti commenti anche tra quelle cui non è stato applicato alcun filtro».