Ci ritrovavamo a fare rumori.

Ho scoperto un fantastico Tumblr dove sono raccontate le storie dei dischi più bistrattati di tutti i tempi. Quelli che io chiamo «i dischi outsider», ovvero gli album meno apprezzati, i passi falsi, i dischi che sembrano aver deviato maggiormente il percorso nel tempo tracciato dall’artista o dal gruppo.

Un giorno parleremo della mia passione nei confronti di questi dischi. Per il momento, come se inaugurassimo una (lunga) serie, segnalo che tra i miei dischi outsider preferiti c’è NYC Ghosts & Flowers dei Sonic Youth.

Probabilmente col tempo è riuscito a guadagnare qualche punto anche nel cuore di chi l’aveva tanto odiato all’uscita. È il famoso disco che su Pitchfork prese zero (ma in seguito il recensore ha avuto modo di fare pace con Thurston Moore), quello in cui dopo tanto tempo – e complice un furto di strumenti avvenuto prima di iniziare la lavorazione – i Sonic Youth ripresero a preparare i loro strumenti e ad usare accordature ancora più strane e dissonanti delle solite, sovrapponendo il tutto a tentativi di spoken word in stile beatnik.

Questo è quanto scrive The Worst Album Ever:

For critics and many fans, NYC Ghosts & Flowers was something of a breaking point. Though Sonic Youth had been experimenting with their sound for several years, the new record seemed too radical and self-conscious a shift to some, one that couldn’t just be blamed on new gear. For the first time in years, Sonic Youth was at odds with the critical community. Pitchfork notoriously gave the album a 0.0 (a decision Brent DiCrescenzo starts questioning before the review is even over). The fans were not much kinder. The band found themselves facing tough crowds as they played sets packed with new material and droning improvisation. For a band as lauded and beloved for their creativity as Sonic Youth, it was a startling response. In every criticism of the album the same word kept appearing: pretentious. Sonic Youth had made a pretentious, obnoxious album, many said. And to be fair, a song that ends with the line “blue jean fucking, and protest” (“Small Flowers Crack Concrete”) almost invites the criticism.