Ritratto di neo premier

Da un ritratto del neo Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, redatto un paio di anni fa per Il Foglio da Nicoletta Tiliacos:

Fedele, dunque. Perfino al vecchio barbiere di fronte al palazzo romano di piazza san Bernardo, dove vivono ancora molti Gentiloni Silverj, dove Paolo ha sempre vissuto e dove abita tuttora con la moglie Emanuela Mauro, architetto, sposata nel 1988. All’epoca in cui era direttore del mensile di Legambiente, dal 1984 al 1992, le sue colleghe in redazione (tutte donne, tanto che l’amico etologo Enrico Alleva lo chiamava “Mister Y”, nel senso dell’unico cromosoma maschile perso tra molte “XX”) lo vedevano arrivare ogni tanto con la folta capigliatura (che conserva, elegantemente ingrigita) martoriata da feroci e apparentemente casuali colpi di cesoie. Lui, alle puntuali rimostranze delle amiche che gli consigliavano di cambiare parrucchiere, diceva che andava da quel barbiere da quando era piccolo e non se la sentiva di tradirlo. Per il resto, comunque, nel variegato e sciamannatissimo panorama del movimento verde, ecologista e pacifista italiano, che Gentiloni ha frequentato a lungo, si distingueva per sobrietà, eleganza tradizionale senza affettazione, uso di mondo e, ancora una volta, grande flemma. Alcune sue colleghe lo ricordano in un tempestoso pomeriggio passato in fotocomposizione, quando si doveva chiudere il numero del mensile. Tempestoso in senso stretto, perché una pioggia senza tregua aveva fatto saltare i tombini e il capannone dove era ospitata la tipografia, a Ponte Marconi, sulle rive del Tevere, nel giro di pochi minuti si era tragicamente allagato. Gentiloni, senza scomporsi, sigaretta all’angolo della bocca (poi ha smesso) e pantaloni già rimboccati al polpaccio, continuava a controllare le ultime correzioni, prima di essere portato via, quasi di peso, dai tipografi.