Dicembre 31, 2016

Il buono, il buonismo.

Foto Flickr

Il problema non sono mica i negozi della Città del Sole, che sono pure graziosi e fanno molto centro storico. Il problema è la filosofia che sta dietro – e dietro altri innumerevoli marchi e tic comportamentali cui quelle ormai largamente definibili come «anime belle» ci stanno abituando. La filosofia non del «buono», ma del «buonismo»; non del «giusto», ma del «corretto»; non dell’«etica», ma della «morale».

Racchiude tutto, e denuncia meglio di chiunque altro, Arianna Giorgia Bonazzi, in un articolo apparso qualche settimana fa su Rivista Studio. Sarebbe, appunto, una fenomenologia della Città del Sole, ma si mira ad altro. Io, nel frattempo, continuerò a mettere mano alla fondina ogni volta che sentirò dire «grassi saturi».

Ora, secondo me è giustissimo che io, dopo aver svaligiato qualche chilo di legno e cartone per i nipoti, debba farmi un altro chilometro per andare altrove a comprare quello che i miei figli desiderano davvero trovare sotto l’albero: non pretendo di trovarlo in quel tempio, ci mancherebbe. Il problema semmai sono i clienti totalitaristi, quelli che trasformano i regali Città del Sole in costrizioni a fare cose giuste, solo cose giuste, in un perentorio “bevi il centrifugato di cetriolo”, senza guardare le patatine, perché nella Città del Sole si mangiava solo minestra.

Sono quelli a cui non basta andare in bici, devono appuntarsi la spillina “sono per la mobilità sostenibile”, persone convinte che una serie di comportamenti estetici (no tablet, sì pianoforte), sanitari (no farmaci, sì omeopatia) e salutisti (no zuccheri, sì frutta) possano sostituirsi comodamente all’intero apparato etico di un individuo: persone che, incapaci forse di altro genere d’empatia, vorrebbero passare per buoni e simpatici semplicemente perché non mangiano insaccati, non danno le caramelle ai figli, e non li portano al cinema in 3D. Quelli che si presentano dicendo “Io sono per il cibo sano” e “da me solo giochi intelligenti.” Ma chi, mi viene da rispondere, è per i grassi saturi e i giocattoli stupidi?