Il muro della nostra rovina.

Molte delle discussioni pubbliche sui rischi per la salute derivanti dalle reti wireless sono inscindibili da quest’idea di magico e sovrannaturale. La connessione non si vede, eppure funziona. E se non si vede, se non è incarnata da un filo, elemento fisico che le dà forma con chiarezza, siamo certi che tutto questo non sarà pericoloso? Che non creerà danni alla nostra salute?

Come ogni aspetto che allude al sovrannaturale, la nuova normalità di essere connessi senza esserlo fisicamente non poteva passare sotto silenzio e benché non esistano a oggi evidenze scientifiche a indicare che le frequenze utilizzate per le reti senza fili possano causare danni biologici agli esseri umani, questa idea si è fatta strada con convinzione fra molti. Forse non sarà vero, però — pensano — è verosimile. E il verosimile che si sostituisce al vero è oggi un piccolo mattone del muro della nostra rovina.

Massimo Mantellini, Dieci splendidi oggetti morti. Einaudi, 2020, p. 104.