Archivio della categoria: A parte

I post più letti dell’anno (e tanti auguri).

Un elenco delle cose più lette su questo blog nel 2014, a giudizio insindacabile di Google Analytics:

I segni selezionati di Manfred Echer — dove si racconta la storia dell’etichetta tedesca ECM, con la scusa di recensire il cofanetto celebrativo Selected Signs III-VIII.

Ricostruire quella Milano — c’era tutta una zona di Milano piena di bei negozietti, e ora non c’è più. Fortunatamente un progetto di Rebecca Agnes l’ha fatta rivivere.

Abbecedario di un pianista — una (specie di) recensione di questo bel libretto di Alfred Grendel.

Le ossessioni di Kylie Minogue — all’uscita dell’ultimo disco della popstar australiana mi sono fatto prendere un po’ la mano, e ho azzardato le cose che secondo me ossessionano Kylie Minogue.

Quella volta che Gianfranco Funari diresse un giornale — dove si raccontano quei tre mesi del 1994 durante i quali il conduttore televisivo prese la direzione di un quotidiano nazionale, L’Indipendente.

La serialità di Maurizio Cattelan — in cosa il celebre artista italiano eccelle, tra le tante cose grazie alle quali eccelle.

«Ebola» o «L’ebola»? — come si scrive il virus?

Come il jazz avrebbe potuto cambiare la vita di Wynton Marsalis — ho letto il libro del famoso jazzista, e ho avuto la conferma che il jazz (o, almeno, una parte di esso) è uno dei generi più conservatori di sempre.

E tanti auguri di buona anno, ovvio.

Consigli per la visione.

Se la Champions League non vi interessa, se sulla televisione cosiddetta generalista non trovate niente, se Ballarò e quell’altra specie di Ballarò li mandando in onda tutti e due lo stesso giorno allo stesso momento e, adesso, sebbene sia lo stesso momento non è più lo stesso giorno, se il satellite o il digitale terrestre sono una tabula rasa dell’intrattenimento, c’è Youtube. Guardare i film su Youtube è brutto, lo so.

Però per questo, credetemi, nel vale la pena.