Archivio tag: Biennale

Piccioni contemporanei

(photo: Klat magazine)

Se si vuole creare un’opera d’arte che faccia parlare di sé, bisogna evitare le reazioni scontate. Che è un po’ quello cui sono invece andati incontro Julian Charrere e Julius Von Bismarck, il duo di artisti che nell’ambito della Biennale di Architettura di Venezia ha colorato i piccioni di piazza San Marco per un progetto intitolato “Some Pigeons are more equal than others”. L’intento, immaginiamo, era quello di mostrare un parallelismo tra la diseguaglianza sociale nel mondo dei piccioni — che non esiste, se non dopo il loro processo di colorazione — e quello della nostra società. Tema abusato, ma tant’è. Si diceva, in precedenza, delle reazioni scontate. I due artisti avrebbero potuto infatti mettere tranquillamente in conto di incappare nelle ire degli animalisti, i quali sono partiti alla carica — anche sui siti specializzati — con argomentazioni del tipo:

Ma si può considerare arte quando in ballo ci sono animali di qualsiasi razza? Le opere d’arte sono giustificate in quanto tali anche quando coinvolgono altri essere viventi non consenzienti? (Artsblog)

A nulla sono servite le rassicurazioni circa i pigmenti utilizzati nella colorazione, pigmenti naturali che non recano danno alcuno alle creature. La reazione del mondo animalista era infatti prevedibile, e ha finito per neutralizzare qualunque altro intento insito e presunto nell’atto della creazione dell’opera e dell’obiettivo di stupire. Sia chiaro: non è che lo scrivente si schieri dalla parte della tortura animale, né in alcun modo né tanto meno per fini artistici. Spostando il punto d’osservazione, direi piuttosto che lo scrivente si schiera tra coloro i quali vogliono essere stupiti dall’arte, vogliono che questa ponga interrogativi. Vogliono, inoltre, che l’esercizio artistico valga qualcosa, sposti qualche confine, e non che rimanga piuttosto confinato in sé stesso.
Un paio di boxini in prima pagina e di citazioni sui quotidiani internazionali sono state le uniche reazioni. Un po’ scarse, per la verità — e per un’opera d’arte.
E proprio a proposito della reazione della stampa, in particolar modo quella italiana, ci pensa Caroline Corbetta a sintetizzare bene quale sia l’andazzo nelle redazioni:

Intanto, noi si rimane in attesa che sui quotidiani nazionali si apra un vero dibattito sull’arte contemporanea.

Ci uniamo al grido.