L’euforia temporanea della caffeina.

caffeina

Non ci avevo mai pensato prima, ma probabilmente sono un buon consumatore di caffeina. La mattina appena sveglio bevo 1,5/2 tazze di caffé americano che, a dispetto di quanto si pensi, non è detto che contenga meno caffeina di un espresso. Poi altri due caffé al bar nel corso della mattinata e infine uno subito dopo pranzo. Difficilmente bevo caffé dopo le 17 del pomeriggio, a meno che non voglia passare una nottata in compagnia dell’insonnia.

Come tutti ho sempre creduto che la caffeina tenesse svegli, aumentasse la reattività del nostro cervello e oliasse i nostri meccanismi interni tendenti piuttosto all’ozio. Insomma, che servisse per ottenere uno stato, seppur temporaneo, di euforia. Mi sbagliavo: la sensazione positiva che i consumatori abituali di caffeina provano dopo aver bevuto un caffé è quella che provano abitualmente tutti coloro i quali non la assumono. La differenza è che, in chi beve regolarmente caffé, questa sensazione è a brevissimo termine. Lo spiega bene su LinkedIn Travis Bradberry, riportando una ricerca della Johns Hopkins Medical School:

By controlling for caffeine use in study participants, John Hopkins researchers found that caffeine-related performance improvement is nonexistent without caffeine withdrawal. In essence, coming off caffeine reduces your cognitive performance and has a negative impact on your mood. The only way to get back to normal is to drink caffeine, and when you do drink it, you feel like it’s taking you to new heights. In reality, the caffeine is just taking your performance back to normal for a short period.

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