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Essere dark nel 1982

A proposito della sottocultura dark — o gothic, come è conosciuta in tutto il mondo tranne che in Italia. In questo spezzone, tratto dal documentario Another State Of Mind, Valerie racconta cosa vuol dire (voleva dire?) essere una dark per lei nel 1982:

Penso che le persone dovrebbero scoprire se stesse in un modo che esprima quello che provano. È per questo che i miei capelli sono così; ed è per questo che trucco la mia faccia in questo modo. Perché, alla fine, mi sembra che la cosa a cui somiglio di più sia la morte. Credo che alcuni trovino questo repellente. Ma credo anche che altri lo trovino sexy e attraente.

Fino a dicembre, poi smettiamo.

Until_december

Ammettere i propri limiti. Io, ad esempio, oggi ho scoperto di non conoscere un gruppo che si chiamava Until December. Erano americani, han fatto un solo disco (omonimo) nel 1986. Mai sentiti nominare, fino a quando oggi mi è capitata tra le mani una loro raccolta — allargata: in pratica il debutto e ogni altro riciclo possibile e immaginabile giusto per raffazzonare un doppio cd.

Perché sto scrivendo di una mia ignoranza? Primo, perché fa sempre bene. Secondo, perché era tempo che non ascoltavo un gruppo davvero così insulso come questi Until December. Un gruppo surrogato; nemmeno, un “vorrei ma non posso” applicato alla new-wave.

A vederli in fotografia sembrano una carnevalata dei Sisters of Mercy, solo più sul versante borchiato (o alla Queen nel video di Crazy little thing called love). A guardare le copertine dei loro dischi, anche. Figuriamoci ad ascoltarli. Hanno anche loro una drum machine — ma pure un batterista, che ha peraltro prodotto una traccia-assolo di batteria Simmons: misteri della fede — e la voce vorrebbe essere come quella di Andrew Eldritch. Solo che il cantante, tale Adam Sherburne poi in forza con i Consolidated, accortosi di non essere in grado di fare il baritonale, ha poi provato ad aggiungere elementi i più disparati: un po’ Duran Duran, un po’ Simple Minds, un po’ New Order. Un (bel) po’ pure The Mission, sempre per rimanere dalle parti dei Sisters.

Nella raccolta ci sono anche due cover, che delimitano il pantheon di eroi di questi Until December: Call Me dei Blondie e il sempreverde del gothic rock Bela Lugosi’s Dead dei Bauhaus.

Li potremmo definire “Moroder in salsa dark”.

Li ho ascoltati, per una ventina di minuti. Poi l’imbarazzo ha vinto su ogni altra cosa, e mi sono tolto le cuffie.