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Scrivere una email.

posta

Mary Beard sulle formule di cortesia che si dovrebbero usare in una email (che non sono poi così tanto diverse da quelle che si usano — o si usavano — nelle lettere tradizionali):

I actually prefer those emails which are exactly as old-fashioned letters would have been: “Dear Mary… Yours, Simon” (I hope Dr Heffer is reading this, because it to you whom I refer, though I rather doubt you are!). I find myself more irritated with those much more email specific locutions, that play too much with the apparent familiarity of the genre.
I, for example, do use “Hi Simon” (though not to Dr Heffer), but sort of hate myself when I do. There’s worse.
I particularly dislike the phrase (sorry to those that I am going to annoy now) that greets many unsolicited email communications, “Dear Mary, I hope this email finds you well…”. Did letters once start like that? Maybe they did, but not any that I used to receive. And it does seem the worst sort of inanity. (On the principle of “nothing is worth saying unless its reverse would be meaningful”, this fails miserably… “I hope this email finds you ill..”?)

Mandami una e-mail.

A costo di sembrare noioso, accolgo l’ironico suggerimento di Swissmiss per ribadire che un buon modo per avere una mail ignorata dal sottoscritto è quello di allegare una gif animata. Sono da tempo un sostenitore delle e-mail, proprio perché intrinsicamente differenti da tutto il resto delle comunicazioni facilitate (Facebook, Twitter, SMS/Whatsapp) che avvengono in rete. Del resto, che il mezzo sia il messaggio non me lo sono certo inventato io. E allora a me piace ricevere — e dunque inviare — e-mail che abbiano una forma. Che non contengano le kappa al posto delle cì, che limitino al minimo (possibilmente tendendo allo zero) l’uso di emoticon (sia grafiche che con i soli caratteri). Del resto ho installato Facebook Messenger da poco, se uno che ha la mia mail mi scrive una finta mail su Fb ottiene un livello di certezza di essere ignorato vicino all’80%, detesto i gruppi su Whatsapp dove il livello della conversazione trasecola nel giro di due-tre messaggi.

Per tutto questo c’è il venerdì sera al pub: e rientra in quel tipo di attività sociali che, dicono, sono uccise dai social network.

Solo per prendere appuntamenti.

Di ritorno dalle ferie sono solidale — almeno fino ad un certo punto — con la professoressa che ha stabilito una policy piuttosto stringente sulle email che gli studenti possono inviarle:

E-mail: You should only use email as a tool to set up a one-on-one meeting with me if office hours conflict with your schedule. Use the subject line “Meeting request.” Your message should include at least two times when you would like to meet and a brief (one-two sentence) description of the reason for the meeting. Emails sent for any other reason will not be considered or acknowledged. I strongly encourage you to ask questions about the syllabus and assignments during class time. For more in-depth discussions (such as guidance on assignments) please plan to meet in person or call my office. Our conversations should take place in person or over the phone rather than via email, thus allowing us to get to know each other better and fostering a more collegial learning atmosphere.