Il declino del berlusconismo in un’immagine.

C’è un’immagine che, più di tutte, sintetizza il declino del berlusconismo almeno come lo abbiamo conosciuto fino ai giorni nostri.

E’ un’immagine che dice più di mille parole, che pure si stanno sprecando abbondantemente sia sulla carta che sulle labbra che (in piccolo) pure su questo spazio. Dice più del dibattito infantile sugli utili idioti o sugli idioti inutili, dibattito che pure ha un suo fondo di verità da entrambe le parti. Dice persino più dei club Forza Silvio che fanno ancora più ridere dei club di Forza Italia di vent’anni fa; basta parlare con uno che quei club li ha frequentati per capire come la strada presa sia tra le più sbagliate, a meno che l’obiettivo non sia quello di formare una classe (ehm) dirigente (ehm ehm) di esaltati, approfittatori e ogni altra categoria sociale tendente allo spregevole.

Più forte, certo, dell’indiscrezione di Dagospia circa il fatto che l’occhio nero del Cav. di qualche tempo fa col cazzo che era stata la pallina di Dudu. Piuttosto, Francesca Pascale incazzata nera per aver beccato il padrone di casa al telefono con una del bunga bunga — dice l’indiscrezione. Noi, che sul bunga bunga abbiamo costruito una battaglia per difenderci dal moralismo peloso e purruccone e dalla morbosità dello spiare dal buco della serattura, adesso ci preoccupiamo seriamente per una manata di gelosia.

L’immagine, del resto, è più esplicativa anche di Carlo Rossella, vanto deluxe del berlusconismo della prima ora, tendenza Martini con l’oliva, che sul Corriere di oggi descrive Renzi come una via di mezzo tra Machiavelli e Pico della Mirandola, qualunque cosa questo voglia dire.

Già a mettere in fila questi elementi (e ce ne sarebbero di altri) ne viene fuori un quadro desolante. Di tristezza proprio.

Ma poi arriva l’immagine, quella intorno alla quale sto girando nella speranza vana di costruire una specie di climax, anche se temo si tratti piuttosto di un tentativo di scacciarla dalla mente. L’immagine è questa: Giovanni Toti, nuovo spin doctor berlusconiano o quello che è all’interno dell’organigramma del partito non partito, che parla al Tg5 con, sullo sfondo, una libreria dell’Ikea sulla quale troneggiano le Garzantine nell’edizione allegata al Giornale qualche anno fa.

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