Clonare Lennon?

Vogliono clonare John Lennon. Speriamo che sia una notizia da 22 agosto e nulla più, perché altrimenti la questione potrebbe essere anche grave. Sta di fatto che tutti i giornali online ne stanno parlando: un dentista, fan dei Beatles, ha acquistato per 20 mila sterile un dente di John Lennon e ora si appresta a ricostruirne il DNA partendo proprio da quel frammento osseo. Un evidente problema di necrofilia, oltre che di stupro della scienza e della storia musicale. Ventimila sterline per un dente, magari anche cariato, di sicuro non perfetto, di questi tempi è una notizia che dovrebbe far indignare anche e soprattutto gli indignati permanenti per i prezzi della buvette alla Camera. Anche se il ragionamento di Daniel Zuk — questo il nome del dentista — non fa una piega: abbiamo clonato di tutto, perché non provare anche con l’ex cantante dei Fab Four (o, a seconda dei punti di vista, il marito di Yoko Ono)?

“Chi tra noi è abbastanza grande, si ricorda perfettamente cosa stava facendo quando hanno sparato a Lennon — ha proseguito il dottore — perché quindi non dare una possibilità a chi, per questioni anagrafiche, non c’era di vivere un momento altrettanto storico come la sua rinascita?”
Sembra uno di quei colpi di retorica post 11 settembre (tutti ci ricordiamo cosa stavamo facendo quando abbiamo ricevuto la notizia…), ma qui alla tragedia di un evento realmente epocale, si aggiunge la farsa della ripetizione.

Ci siamo liberati a fatica della beatlemania, che come tutte le ‘mania’ portava con sé più elementi negativi che positivi. L’idea, quindi, di ritrovarci tra qualche mese immersi in qualcosa di pure peggio ci spaventa — molto più del voler giocare a dei padrieterni con frammenti ossei di poveri cantanti.

Lasciate in pace Lennon, e con lui milioni di fan che ne approfitterebbero per rimettere in piedi un carrozzone che, oggi, nell’anno domini 2013 risulterebbe ancora più ridicolo, e banale, di quanto non lo fosse già una quarantina di anni fa. Fatelo per noi, ma in fondo anche per voi stessi: non riuscireste a reggere l’impatto di una minestra riscaldata (ammesso che si riesca a cucinare, cosa su cui ho qualche dubbio) e, soprattutto, vi verrebbe svelata la dura verità, per quello che è: la sopravvalutazione eccessiva di un personaggio tutto sommato non peggio, ma neppure troppo meglio, di tanti altri. Meglio quindi continuiate a vivere nel dolce ricordo.

E’ in discussione la bellezza di queste anime.

Uno strepitoso Malvino sulla negazione della libertà a Mike David Chapman:

Sono passati 32 anni dal giorno in cui uccise John Lennon e si pretende sia lo stesso uomo di allora, a dispetto delle perizie psichiatriche che lo dicono cambiato da quello che era, a dispetto di un percorso detentivo che lo ha radicalmente cambiato.
Avesse ucciso un Mister Nobody, non ci sarebbe alcun problema, le anime belle che credono nel fine rieducativo della pena non esiterebbero a spendersi in suo favore. Ma ha ucciso John Lennon: chi vuole conservarne intatta la memoria – e si tratta di anime belle – ha bisogno che Mark David Chapman faccia la sua parte di assassino in eterno. Ecco, credo sia in discussione la bellezza di queste anime. In occasione dell’ennesimo no opposto alla richiesta di libertà vigilata per chi ha ormai scontato 32 anni di pena, non ne ho sentita una sola esprimersi a favore.