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Many kisses.

Dicono che noi punk italiani abbiamo copiato da quelli inglesi. Bene, per dimostrarvi che noi non scimmiottiamo nessuno, vi farò un gioco nuovo, potrei dire che l’hanno inventato negli USA e farebbe più effetto e invece no, l’abbiamo inventato Cristina e io, si chiama il «finger job», ovvero gioco del dito.

È morto Maurizio Arcieri. New Dada. Supporto ai Beatles. Chrisma/Krisma. Punk. New Wave. Finger-job. Many Kisses. Gott Gott Electron.

Una volta, ai tempi in cui con la moglie Cristina faceva l’ospite fisso ad una trasmissione televisiva sulle reti Mediaset, lo incrociai per i corridoi degli studi. Io conoscevo lui, lui ovviamente non conosceva me, giovane stagista. Caso volle che stavo andando a prendere il caffé con un signore che ai tempi della Polydor era stato il suo discografico. Quando lo vide volle fermarsi a scambiare due chiacchiere. «Ciao Maurizio, quanto tempo!». Maurizio Arcieri fece quella faccia lì un po’ confusa, come a chiedersi chi fosse quella persona. Chiacchierarono un po’ dei vecchi tempi, l’uno contento di aver rivisto uno degli artisti che aveva aiutato a promuovere — Chinese Restaurant, Hibernation, Cathode Mama —; l’altro a reggere abbastanza bene il gioco, perché era evidente a chiunque che non si ricordasse di chi gli stava parlando. Mi sarei fatto un selfie, se a quei tempi si fosse usato importunare le ex rockstar in un corridoio televisivo. Non lo feci. Ma avrei voluto dirgli quanto la sua musica aveva contribuito alla mia formazione musicale, sebbene all’epoca di Lola non ero nemmeno nato.
Avevamo questo incrocio tra Lou Reed, Bryan Ferry e John Foxx (il punk, con la ‘k’, in Italia fu anche, se non prevalentemente, questo) e non l’abbiamo saputo valutare per quello che veramente era, preferendo affidarci alle cronache del Corriere della Sera che raccontavano di quella volta in una balera nel reggiano, il coltellino, il dito ecc — questo in Italia, perché fuori dai confini personaggi come Nico Papathanassiou e Hans Zimmer erano ben contenti di prendere parte ai suoi dischi.

Quando ci allontanammo, la persona con cui stavo andando a prendere il caffé mi disse: «Secondo me non si ricordava». Non sapevo cosa rispondere.