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Godere e rosicare.

schadenfreude

«Schadenfreude» è un termine tedesco che indica una particolare forma di piacere provata quando si gode delle disgrazie altrui. È un termine cross-linguistico: viene cioè usato in molte lingue senza essere tradotto e sembra essere l’unico in grado di rendere bene l’idea del sentimento che vuole indicare.

Come racconta il giornalista Ben Cohen in un articolo sul Wall Street Journal, schadenfreude è una antica parola tedesca il cui impiego, almeno nella lingua inglese, si può far risalire alla metà del 1800. Ha avuto un momento di gloria subito dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, per poi essere caduto in disuso, almeno stando a quanto riportano le ricerche di Google consultate da Cohen.

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The F-word, analizzata.

La linguista Gretchen McCulloch analizza il verbo inglese «to fuck»:

– L’articolo seminale di linguistica sul verbo fuck si chiama «Frasi in inglese senza soggetto grammaticale conclamato» e fu scritto da Quang Phuc Dong (nome sospettoso) negli anni ’60. L’articolo chiede: ma fuck è davvero un verbo? Cioè, il comando «chiudi la porta» è un classico esempio di verbo transitivo seguito dall’oggetto, ma «fuck you» è lo stesso?
Sembrerebbe di sì, fino a che non realizzi che una frase del genere con ogni altro verbo non ha senso; non esistono «admire you» o «express you». Puoi certamente dire «admire yourself» o «express yourself», ma a questo punto allora la cosa strana sarebbe dire «fuck yourself». (Lasceremo perdere per il momento l’espressione «go fuck yourself»).

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