Il gran lavoro di Marissa, brava (e, perché no?, bella).

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C’è qualcosa di positivo in Marissa Mayer, ad di Yahoo celebrata su tutti i giornali di oggi. Non mi riferisco solo alle foto su Vogue, che la immortalano come femme fatale e sicuramente in modo insolito rispetto alla media dei nerd — più o meno vestiti a festa — che stanno a capo delle altre aziende della new (?) economy . Foto che le sono, per inciso, costate il solito rimbrotto dalle solite femministe (“È troppo sexy e gioca con gli stereotipi femminili”).

C’è anche qualcosa di positivo riguardo quella che sembra essere una favola a lieto fine. Non mi intendo di economia e andamenti delle aziende, quel poco che so è quello che leggo ogni giorno sui giornali; allo stesso modo non voglio improvvisarmi veggente, con risultati che sembrerebbero catastrofici ai più — e a ragione. Però faccio due conti. E noto che Yahoo ha superato per numero di visitatori unici Google, almeno negli Stati Uniti. E lo fa da una posizione decisamente uncool: non ha il servizio di mail o di documenti online più performante e diffuso di tutti, non ha sede in quartieri generali fighissimi dove chiunque vorrebbe lavorare in virtù di una strana e insolita filosofia di vita lavorativa secondo cui aree relax, videogiochi e tavolini da ping pong favoriscano le performance. Addirittura Yahoo sembra aver messo la parola fine al sogno di ogni lavoratore moderno e di ogni datore di lavoro: ha abolito il telelavoro e richiamato in azienda le persone, restituendo il ruolo che spetta alla sana sinergia e allo scambio di idee tra colleghi che avvenga anche in modo fisico e non solo freddamente via Skype.
Il resto viene da sé: Tumblr è uno dei social network più caratterizzati del mondo della rete e Flickr rimane il miglior servizio online per organizzare e archiviare le foto.

Non so se tutto questo, sul lungo termine, sarà sufficiente. Al momento sembra funzionare. Imprenditorialmente, ho come l’impressione che alcune di queste mosse di Marissa Mayer rischiano di essere lungimiranti e forse vale la pena appuntarle da qualche parte.