Iggy pop su free download e U2

Quest’anno a parlare al tradizionale convegno su musica e media intitolato alla memoria di John Peel e trasmesso dalla BBC, è stato invitato Iggy Pop. L’argomento del suo intervento — “La musica gratuita nella società capitalista” — non gli ha potuto evitare di affrontare l’affaire tra la Apple e gli U2:

Le persone che non vogliono il nuovo album degli U2 in free download stanno cercando di dire: non provate a forzarmi. E non hanno torto. Parte del processo di acquistare qualcosa da un artista ha un non so che di religioso: stai donando affetto a qualcuno, ed è una tua scelta se donarlo o negarlo. Stai dando molto di te stesso, oltre ai soldi. Ma in questo caso particolare, senza questo tipo di convenzione, forse alcune persone si sono sentite come se qualcuno stesse loro negando questa possibilità.

L’audio dell’intero intervento è già disponibile, mentre il video verrà trasmesso dal canale BBC Four il 19 ottobre alle ore 20.

La libreria di iTunes e quella del mio salotto.

A pagina 51 del Corriere della Sera di oggi [24.09.2014] (a proposito: bene il nuovo formato e la nuova pulizia grafica, peccato solo l’aver mantenuto la carta porosa che sporca i polpastrelli: sarebbe stata meglio quella che usa anche Repubblica) il cantante Mika interviene sulla questione del disco degli U2 dato in omaggio non richiesto a tutti gli utenti di iTunes.

Per Mika ha rappresentato un autogol dell’azienda di Cupertino, che per la prima volta «ha compromesso la fiducia dei suoi clienti». Il paragone fatto è quello tra la libreria di iTunes e la libreria del proprio salotto:

è uno spazio molto personale. Se mi introducessi in casa vostra, lasciassi senza diverlo un libro in mezzo allo scaffale, e ve lo facessi sapere solo in seguito, non solo vi infuriereste ma avrei commesso un atto illegale. La libreria di iTunes non è diversa. Apple può promuovere quello che vuole nello Store, ma la nostra libreria dovrebbe essere protetta […] Agendo in questo modo [Apple] ha fatto la figura del padrone di casa impiccione.

Quanto all’illegalità, fortunatamente si preme di informare i lettori del quotidiano milanese che, diversamente dalle librerie dei salotti

il contenuto acquistato in libreria non è nostro, non come lo erano i cd o i dischi in vinile: lo stiamo solo prendendo in affitto.

Questo perché, come noto, l’acquisto di un brano su iTunes (ma lo stesso vale se il brano è regalato) non rappresenta l’acquisto di un qualcosa di tangibile — seppur in formato liquido — ma solo l’acquisto di una licenza alla esecuzione e riproduzione privata, tra le mura di casa o nelle cuffie dell’iPhone.

Tuttavia l’analisi di Mika tocca anche l’aspetto del futuro della musica a sottoscrizione, seguendo l’esempio dei servizi in streaming. Che non sono condattati dal cantante libanese, ma anzi salutati positivamente come

un ritorno al sistema bibliotecario pubblico, meno polveroso e più rumoroso. In ogni caso quel che scegliamo di conservare nelle nostre librerie private è sacro.

(foto CFRC Library via Flickr)

Free, but paid for.

Che il nuovo album degli U2 Songs of Innocence sia stato presentato in concomitanza con i nuovi iPhone 6 e l’Apple Watch, e sia disponibile gratuitamente su iTunes e Beats Music fino al 13 ottobre, mi sembra una mossa fantastica. Per entrambi gli attori.

Primo, bisogna pensare a quanto fattura un disco degli U2 su iTunes, e da lì capire quanto la Apple abbia dovuto a Bono e soci per avere l’album in free download per un mesetto. Qualcuno ha scritto «contratto multimiliardario», ma sarebbe opportuno quantificare il prefisso «multi-». In ogni caso ci ha pensato lo stesso Bono in una nota a fugare ogni dubbio

Free, but paid for. Because if no-one’s paying anything for it, we’re not sure “free” music is really that free

Ovviamente il tutto ha un costo, e l’investimento Apple sarà ripagato dalla creazione di id Apple da parte di utenti interessati al disco degli U2 ma finora sprovvisti di account. Immagino saranno tanti, e con essi grande il numero di carte di credito associate: per un’azienda che ha puntato molto sul pagamento elettronico tramite smartphone sarà un grande risultato.

Insomma, la più grande distribuzione discografica di tutti i tempi — tipo mezzo miliardo di copie in un colpo solo, quando i big seller ne vendono 2 milioni in un anno — è un affare di marketing che con la musica ha poco a che vedere. Non vengono delineati modelli distributivi vincenti, e la Apple un’operazione del genere può permettersela con pochissimi artisti al mondo, forse proprio solo con gli U2.

Per questo, secondo me, non sarà una strada percorribile nel futuro. Ma solo un una tantum che ha reso felici le due parti.