Choose 2

Wallpaper

Le cose più semplici alla fine si rivelano le migliori, anche al netto di tutta la retorica che un’affermazione simile porta con sé. La cosa semplice che ho scoperto oggi, e che si adatta perfettamente a quelli che sono i nostri tempi, è quella ritratta nell’immagine qui sopra. E’ presa da Wallpaper* di Gennaio, pagina dell’editoriale del direttore Tony Chambers. Racconta di aver trovato questo biglietto piegato in un vecchio vestito e di essersi ricordato di quanto era stato l’art director Peter Saville (quello delle copertine della Facotry — sì, anche di quella di Unknown Pleasures dei Joy Division) a darglielo, dopo un pranzo di lavoro. Non so se l’immagine di questa piramide sia inedita, ma è tremendamente vera: ne puoi scegliere solo due.

Tutti i giorni molti di noi sono costretti a rapportarsi a questi concetti semplicissimi. Per noi, evidentemente un po’ meno per chi ci commissiona il lavoro. E’ un esercizio di logica che capirebbe anche un bambino di seconda elementare — giusto perché in prima gli si insegna a leggere.

Puoi sceglierne solo due. E nel caso siano i due più gettonati, sappi che c’è da pagare.

Taryn Simon – The Picture Collection.

Alla New York Public Library esiste una sezione chiamata The Picture Collection. Al suo interno è raccolto il lavoro di quasi cent’anni (è stata aperta nel 1915) di selezione, ritaglio e catalogazione di immagini da riviste, libri e pubblicazioni in generale. L’elenco delle aree tematiche nelle quali sono suddivise le fotografie è impressionante: qualcosa come 12 mila differenti aree, dalla A di “Abacus” alla Z di “Zoology”. Una piccola selezione dalla collezione, piccola per modo di dire visto che si tratta di 38 mila differenti immagini (ma il numero è destinato ad aumentare, trattandosi di un work in progress), è disponibile anche on-line, mentre la consultazione tradizionale avviene in loco, è ovviamente riservata ai soli iscritti alla biblioteca, e permette la visione di fino a 60 documenti per utente.

Tutto questo per dire che The Picture Collection è anche uno degli ultimi progetti della fotografa statunitense Taryn Simon. Presentato in anteprima sulle pagine di Wallpaper* (Simon è infatti uno dei tre guest-editor del numero di ottobre), esso raccoglie le fotografie di alcune di queste immagini, divise per argomento, e scelte personalmente dalla stessa Simon. La quale spiega, sulle pagine della rivista, di ritenere l’archivio immagini della New York Public Library come l’antesignano del moderno Google Images, con però il lavoro dell’uomo (e non dell’algoritmo) dietro di esso. Sono stati infatti numerosi  i bibliotecari e curatori che nel corso degli anni si sono preoccupati non solo di implementare l’archivio, ma anche di fornire una catalogazione e una contestualizzazione alle immagini che lo rendono unico e tutt’ora visitato da studenti, grafici, artisti e personaggi del mondo della moda, del design e della pubblicità.

Purtroppo, al momento, non si trova in rete nessuna delle fotografie scattate da Taryn Simon, ad eccezione di questa che ho messo in cima al post. Sono invece raccolte in un inserto su carta lussuosa proprio in mezzo al numero di ottobre di Wallpaper*. Che, solo per queste foto, vale il prezzo di copertina.

Quindici anni di Wallpaper*

«Designinteriorsfashionartlifestyle». Così, tuttattaccato, sta scritto nel sottotitolo richiamato dall’asterisco nel nome della testata. Al momento del debutto, però, la dicitura era differente: «All the stuff that surrounds you» — «tutto ciò che vi circonda». E cioè: è il lettore il destinatario del messaggio, colui che necessita di essere guidato attraverso ciò che conta. “Catechizzato”, direbbero i maligni (e ce ne sono molti anche nella stampa italiana).
Basterebbe questo per capire di che pasta sono fatti i 15 anni che Wallpaper* festeggia con il numero di settembre, il 150esimo. Continue reading →