Un endorsement (al logo).

Non sono un grafico, né tanto meno un grande esperto di comunicazione grafica. Osservando però il logo del fronte del Sì per il referendum sull’indipendenza della Scozia, mi è venuto normale fare il paragone con i loghi dei nostri referendum.

Il logo del Sì scozzese colpisce prima di tutto perché non si perde in fronzoli: è un «sì», ben fatto e efficace il giusto per uscire dal semplice valore di termine e acquisire quello di un elemento grafico immediatamente riconoscibile. Quando lo vedi — immagino fosse questo l’obiettivo di chi l’ha ideato — non solo leggi ciò che qualcuno vorrebbe che tu votassi al referendum; leggi anche un logo, allo stesso modo in cui la mela morsicata è il logo della Apple o il baffo lo è della Nike. Sembra banale dirlo, ma non è banale per nulla.

Torniamo in Italia. L’ultimo referendum che si è svolto dalle nostre parti era il cosiddetto referendum sull’acqua come bene comune, anche se poi comprendeva altri quesiti referendari (e già su questo aspetto potremmo marcare l’enorme differenza tra noi e, credo, qualunque altro referendum in qualunque altro posto del mondo: da noi l’effetto minestrone è assicurato). Il loghi, riferibili suppergiù a ciascun quesito, erano questi (linko a Beppe Grillo per comodità, in questa immagine ci sono tutti): molto grafici, pieni di elementi, pastrocchiati, veicolavano un messaggio in maniera quasi dozzinale se non addirittura amatoriale.

Badate bene, non sto entrando minimamente nel merito della questione: l’idea che la Scozia diventi indipendente in seguito ad un referendum popolare mi piace fino al punto in cui mi sembra esprimere un sano situazionismo — ve li immaginate gli inglesi beffati in questa maniera? Dopodiché, capisco di politica scozzese — e delle sue relazioni con quella inglese — come di fisica nucleare, seppur sembri bastare per prevedere una vittoria del no, anche se non di misura (al momento che scrivo il referendum è ancora in corso). E trovo pure abbastanza ridicolo il riscatto dell’orgoglio indipendentista degli altri paesi, e di quello italiano in particolare.

Ma quando guardo quel logo — e con ciò che anche quello del fronte del no mi sembra avere un’efficacia simile, pur possedendo troppi elementi — penso che, probabilmente, se fossi stato scozzese avrei votato sì. Ad un gusto estetico, quanto meno.

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