Ricostruire l’architettura.

architecture

Steven Blinger e Martin C. Pedersen si chiedono sul New York Times quando il potenziale dell’architettura di migliorare la vita degli uomini si è perso a causa della sua incapacità di connettersi agli stessi:

Abbiamo insegnato a generazioni di architetti di esprimersi come artisti, ma non gli abbiamo insegnato come ascoltare. Così quando ci hanno tirato in causa per via di crisi e catastrofi — a New York, per esempio, dopo l’11 settembre, o a New Orleans dopo l’uragano Katrina — abbiamo fallito nel dare alla gente una buona ragione per credere in noi. In Cina e in altri paesi dell’Asia, l’architettura occidentale continua a esprimersi in maniera unica ma, allo stesso tempo, ripete molte delle catastrofi del secolo scorso nel design urbano su scala significativamente più larga.
La disconnessione dell’architettura con la gente è sia fisica che spirituale. Perseguitiamo nel tentativo di vendere al pubblico palazzi e quartieri non particolarmente desiderati, in un linguaggio che il pubblico stesso non capisce. Nel frattempo, abbiamo ceduto il passo ai dilettanti, con il risultato che siamo circondati dall’espansione urbana selvaggia e dai quartieri spazzatura.

La soluzione per riprendere in mano la situazione, secondo i due architetti è la seguente:

Dobbiamo ripensare al mondo con cui rispondere alle esigenze delle persone progettando per loro e per i loro interessi, non per i nostri. Dobbiamo affinare le nostre competenze attraverso un’autentica collaborazione, non con comportamenti da venditori un po’ viscidi; dobbiamo rivalutare la nostra ossessione per la meccanizzazione e la materia e esplorare forme più universali e principi di costruzione più naturali.
Non tutti gli architetti sono ugualmente bravi nel produrre lavori seminali. Ma dobbiamo avere accesso agli stessi strumenti e alle stesse fonti di ispirazione. E, siamo onesti: riconnettere l’architettura con i suoi fruitori — riscoprire cioè il centro radicale, il luogo dove ci incontriamo, ci ascoltiamo e collaboriamo realmente con il pubblico, parliamo un linguaggio comune e riusciamo ancora a far progredire l’arte dell’architettura — è un qualcosa che è atteso da tempo. È anche una delle grandi sfide per il design ai giorni nostri.

(foto via Flickr)

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