Il piacere di leggere

foto via Flickr
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Cosa sia il piacere di leggere e cosa cerca il lettore ai giorni nostri è argomento piuttosto dibattuto — se ne sono lette di ogni. Per aggiungere qualcosa al discorso, è interessante quanto scrive Joshua Rothman sul New Yorker:

Alcune persone leggono perché vogliono sapere cosa succede qui e ora. Ma quando il libro preferito di un giovane è Il grande Gatsby o Jane Eyre, accade qualcos’altro. Questo particolare lettore si impegna— come spiega Deidre Shauna Lynch [professoressa di Inglese ad Harvard e autrice di Loving literature: a cultural history – ndt] — «di colmare la distanza tra sé e gli altri e tra ora e allora». Da quel senso di impegno emerge un intero set di valori. Nella cultura retorica, la scrittura più importante era aggiornata ai tempi, era up-to-date, e i lettori più forti la usavano per migliorare la loro stessa eloquenza. Ma nell’epoca dell’apprezzamento, nell’età letteraria, i libri più importanti sono quelli che sono sopravvissuti alla propria epoca, e i lettori “migliori” sono quelli che più suscettibili alle emanazioni che arrivano da altri tempi e da altri luoghi. Essere un lettore diventa un’identità a sé stante. Un lettore è insoddisfatto del presente e cerca qualcosa di più. Lo trova coltivando relazioni intime con spiriti simili provenienti da un altro tempo.