Robert Fisk su Argo.

Robert Fisk, l’inviato in Medio Oriente dell’Independent spesso accusato di essere un po’ troppo moralista e partigiano, scrive un bell’articolo sul film Argo. Mette l’accento su un po’ di cose che secondo lui non funzionano nel film (compreso qualche blooper: a quei tempi — scrive — all’aeroporto di Teheran non c’erano i computer). Anche se poi si complimenta per la cosa che emerge di più nella pellicola, e cioè la veridicità della descrizione del clima di quei giorni:

it does – chillingly and with enormous veracity – capture the mood of suspicion and savage vengeance in post-revolutionary Tehran. Suspected members of the former regime were shot down in prison yards, pleading with pathetic smiles and great fear with the men who were about to murder them. Men were executed in the streets of Iran, hanging from cranes – although the original executions were carried out in prison and crane hangings were normally provided for “convicted” drug smugglers.