L’album di famiglia di Rossana Rossanda

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Oggi sulla prima pagina del Corriere della Sera lo storico e politologo Ernesto Galli della Loggia ha scritto un articolo, intitolato Assassini e il coraggio di dirlo, che sta facendo molto discutere. In buona sostanza Galli della Loggia spiega che il mondo islamico non deve fare una ritrattazione o dissociarsi dai terribili fatti commessi negli ultimi giorni a Parigi dietro richiesta del mondo occidentale; piuttosto, ha bisogno di uno «scandalo» al suo interno, ovvero

di qualcuno nelle sue file che abbia la lucidità intellettuale e il coraggio di dire che se nel mondo si aggirano degli assassini – non uno, non dieci, ma migliaia e migliaia di assassini feroci – i quali sgozzano, violentano donne, brutalizzano bambini, predicano la guerra santa, e fanno questo sempre invocando Allah e il suo Profeta, sempre annunciando di compiere le loro gesta in nome e per la maggior gloria dell’Islam, ebbene se ciò accade non può essere una pura casualità. Non può essere attribuito a una sorta di follia collettiva. Il mondo non è pazzo: qualche ragione deve esserci. Deve esserci qualche legame – distorto, frainteso grossolanamente, erroneamente interpretato quanto si vuole – ma un legame effettivo con qualcosa che riguarda l’Islam reale.

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I comunisti facevano del sesso migliore?

Il filmmaker André Meier nel 2006 ha messo insieme un po’ di materiale video proveniente dalla vecchia Repubblica Democratica della Germania dell’Est, per indagare il rapporto degli abitanti con il sesso. Il risultato è stato il documentario Do Communists have better sex (I comunisti fanno sesso migliore? – lo trovate qui sopra): cut-n-paste fatto con spezzoni di programmi televisivi e da filmati educativi finanziati dallo stato, con l’obiettivo di dimostrare che in una società controllata quale era quella comunista della Germania dell’est, le persone erano apparentemente più soddisfatte della loro vita sessuale.

Scrive Colin Marshall su Open Culture:

Il documentario sembra affermare che, nonostante tutti i suoi difetti, la Repubblica democratica tedesca aveva realmente prodotto una serie di insolite e progressive politiche relative a questioni come il controllo delle nascite, il divorzio, l’aborto e l’educazione sessuale — cose alle quali alcuni paesi non comunisti ancora non erano arrivati. Per quanto tutto questo possa sembrare lungimirante, si scontrava con molte altre politiche sociali tipiche del comunismo: le leggi dello stato per l’allocazione di abitazioni alle famiglie, ad esempio, hanno fatto sì che molte donne rimanessero incinte a vent’anni. Anche se in ultima analisi dobbiamo ammettere che i cittadini della Germania dell’est hanno vissuto meglio di quanto abbiano fatto altri cittadini delle repubbliche sovietiche che stavano più a est. E se i cittadini dell’est hanno avuto vita migliore tra le lenzuola rispetto a quelli dell’ovest, beh, probabilmente è stato proprio per scappare da quella pervasiva atmosfera di “squallore non erotico” del loro paese.